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Alessandro Borghese: “In casa fa tutto mia moglie, non sono un marito che aiuta. Se parlo vengo cazziato”

Lo chef si confessa al podcast di Victoria Cabello: “Sono un pigro, non faccio lavatrici né spolvero”. Poi la battuta sulla convivenza con quattro donne – sua suocera, sua moglie WIlma Oliverio e le loro due figlie: “Se dico la mia comunque non conta nulla, la mia è una vita di inferno”.
A cura di Sara Leombruno
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Siamo abituati a vederlo correre da un ristorante all’altro, tra una votazione da confermare e un risultato da ribaltare. Ma una volta spenti i fornelli di Quattro Ristoranti, la dinamica domestica di Alessandro Borghese è decisamente diversa da quella che ci si aspetterebbe. Ospite della prima puntata di Fuori di Cabello, il nuovo podcast di Victoria Cabello, lo chef ha raccontato la sua quotidianità familiare, ammettendo di essere tutt’altro che un "marito modello" quando si parla di faccende domestiche.

"In casa sono un pigro: non è il mio caso il marito che aiuta"

Borghese non ha usato giri di parole per descrivere il suo contributo tra le mura di casa: "In effetti sono un pigro di m*a a casa, non faccio nulla. Non ho voglia di fare niente perché faccio talmente tante cose fuori". Davanti alla provocazione sui nuovi equilibri delle coppie moderne, lo chef è stato categorico: "Hai presente il detto per cui il marito aiuta in casa? Ecco, non è il mio caso". Niente lavatrici, niente spolvero e nessuna gestione dei guasti domestici. L'unica eccezione avviene quando si concede piccoli rituali come pulire il camino o preparare le fettuccine fatte in casa, ma sempre come attività "extra": "A casa sono a disposizione delle mie donne: vivo con mia suocera, due figlie e mia moglie. È il mio inferno ma anche il mio paradiso".

Borghese e sua moglie Wilma Oliverio
Borghese e sua moglie Wilma Oliverio

La convivenza con quattro donne

Oltre alla pigrizia, Borghese ha svelato di avere ben poco potere decisionale nelle dinamiche familiari gestite dalla moglie Wilma Oliverio. "Mi informo sulle cose, ma se dico la mia comunque non conta nulla. Se mi intrometto vengo cazziato. È una vita d'inferno in quel senso", ha scherzato lo chef, aggiungendo però che al ritorno dai lunghi viaggi di lavoro viene "coccolato in ogni modo". Il suo tempo in famiglia, quando non è sul set o ai fornelli, si limita al relax sul divano per guardare serie tv o giocare con le bambine.

La Stella Michelin e l’imitazione di Max Giusti

L'intervista ha toccato anche punti nevralgici della sua carriera. Sull'eterno dibattito relativo alla Stella Michelin, Borghese ha ribadito la sua filosofia distante dall'ossessione per i riconoscimenti: "Non l'ho mai seguita, sono entrato in guida a 49 anni e non era la mia priorità. Ho preferito diversificare". Infine, un aneddoto sulla celebre imitazione di Max Giusti. Nonostante molti pensino ci sia un copione scritto a quattro mani, lo chef ha svelato che il comico lo contatta solo per attingere dalla realtà: "Mi chiama perché vuole sapere gli aneddoti successi a Quattro Ristoranti. Si ispira a quelli per costruire l'imitazione".

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