Mascia Ferri: “Il Gf? Rifarei tutto, ma ho costruito una vita lontana dai riflettori. Ho fatto i provini per l’Isola”

Fuori dalla tv per scelta, da quella centrifuga che avrebbe rischiato di tenerla intrappolata in un eterno passato da riproporre. Invece Mascia Ferri è andata avanti, tornando nei luoghi di origine, dove ha dato alla luce le sue attività di ristorazione.
“Sono nata a Ravenna e ci vivo tuttora – racconta lei a Fanpage.it – qui gestisco cinque locali con mio marito. Sono tanti quelli che non vogliono pensare al dopo una volta usciti dalla bolla dello spettacolo. Io mi sono costruita un futuro alternativo, lontana dai riflettori”.
Classe 1973, Mascia cominciò a lavorare nel mondo della notte subito dopo la Maturità: “Sarei dovuta diventare segretaria d’azienda, ma quell’indirizzo non mi piaceva affatto. Essendo abbastanza carina iniziarono a propormi ruoli come modella e ragazza immagine nelle fiere. Fino all’approdo in discoteca”.
Aveva 28 anni quando si presentò l’occasione del “Grande Fratello”: “Accompagnai un’amica patita del Gf, io non ero assolutamente interessata. Ma alla fine presero me e non lei”.
Dinamica classica.
Sì, è la tipica leggenda, ma andò davvero così. Le selezioni partirono a giugno. Lei si fermò dopo 2-3 step, mentre io andai avanti fino alla fine.
Venivate dopo il botto della primissima edizione. Il confronto rischiava di essere feroce.
Decisamente. Io nemmeno ci volevo andare, non ero una super-patita. C’era più che altro l’interesse per il format e quando mi scelsero fui felice perché credevo che il programma mi avrebbe potuto cambiare la vita. Pensavo: ‘Faccio questa cosa diversa dalle altre, poi chissà’. Ero curiosa. Tornassi indietro rifarei tutto, il ‘Gf’ mi cambiò la vita in meglio.
Due giorni prima dell’ingresso si verificò l’attacco alle Torri Gemelle e l’esordio slittò.
Eravamo già in hotel a Roma, rigorosamente divisi. Ogni concorrente dormiva in un albergo diverso. Fu un evento scioccante, impattante. All’emozione per l’inizio dell’avventura si sostituì il turbamento per le immagini che vidi in tv. Ero spaesata, mi vennero dubbi sulla stessa trasmissione. Temevo che potesse saltare tutto.
Invece entraste la settimana successiva.
Ci comunicarono che saremmo dovuti rimanere chiusi in hotel per altri sette giorni. Non si poteva uscire e a quel punto chiamai i miei genitori, che mi raggiunsero.
Il kick-off andò in scena il 20 settembre.
Non ricordo cosa misi in valigia, forse degli stivali, essendone patita. Di sicuro non mi portai né sigarette, né accendini, non essendo una fumatrice.
La permanenza in Casa durò 78 giorni. Un isolamento vero, in una casa di 220 metri quadrati. Mica come oggi.
Entravi e poi ‘ciao’. Interagivi solo con i tuoi coinquilini. Oggi la Casa è molto più confortevole, dentro e fuori. Ci sono stanze alternative, noi al contrario eravamo limitati a due cameroni, ad un salone, ad uno sputo di piscina e ad una micro-sauna. Non avevamo altro. Furono mesi tosti. Era un gioco psicologico e dovevi stare sul pezzo. Il ‘Gf’ ti mette a nudo, dopo una settimana ti dimentichi delle telecamere e può uscire il peggio del tuo carattere.
Diventasti il personaggio simbolo di quell’edizione e, a distanza di un quarto di secolo, la gente si ricorda ancora di te.
Il merito va anche al mio nome particolare. A questo aggiungici le mie espressioni e il mio atteggiamento. Ho sicuramente lasciato qualche segno. Tutto questo mi fa piacere.
Paola Cortellesi ti imitò.
Fu un onore. L’imitazione equivale ad una consacrazione. Stimo tantissimo la Cortellesi, ebbi il piacere di conoscerla ed è un’artista immensa. Quella parodia fu una spinta ulteriore per me.
Nessun fastidio per certe esasperazioni?
No, macché. Era una caricatura simpatica, non volgare. Anche il fatto di dare il nome alle mie tette, la Wanda e la Luisa, era in chiave ironica. Ho riso tantissimo.
Una volta uscita, la popolarità ti travolse.
Un’onda d’urto devastante. Per un periodo fui costretta a girare con una guardia del corpo. Non potevo uscire da sola, venivo assalita. Questa pressione continuò per almeno due anni.
“Uccelli venite” diventò un tormentone. Rifaresti e ridiresti tutto, col senno di poi?
Il contesto lo permetteva, era una cosa goliardica. Avevo 28 anni, ora ne ho 52 e ho dei figli. Probabilmente avrei evitato solo per loro. Sai, vanno sul web, trovano dei filmati, non capiscono il momento e rischi di sentirti giudicata. Ma non mi hanno mai detto nulla. Finché sei giovane tutto va bene, poi quando la vita si evolve certe frasi acquisiscono un altro peso. Però non me la sento di affermare che me la sarei risparmiata. Quell’ironia faceva parte di me. Sono sempre stata diretta, simpatica, un po’ pazza. Perché negarlo?
Non ti facesti mancare nemmeno il calendario hot con Alessia Fabiani.
Pagavano bene, andò in ristampa tre volte. Fummo le prime a farlo in coppia. Io le emozioni forti le ho provate tutte (ride, ndr).

In questo caso hai faticato nel dare spiegazioni ai figli?
Ho dovuto affrontare soprattutto gli amici di mia figlia. Al liceo è normale che se ne parli, che vadano a controllare. C’è umana curiosità. E io ogni volta replico: ‘Oggi non li vedete più, ma all’epoca andavano a ruba. Tutte le donne lo facevano’.
Rimanere eternamente legati a quell’immagine di Mascia rappresenta una condanna?
Non percepisco nulla di tutto ciò. Non ho nemmeno più lo stesso look. Adesso sono mora, ho cambiato fisicità, sono un’altra persona. Spesso i personaggi noti hanno paura a trasformarsi perché hanno il terrore di non essere più riconoscibili. Io me ne sono fregata. E la gente, nonostante tutto, mi riconosce ugualmente. A volte basta semplicemente che sentano la mia voce.
Molti tuoi comportamenti nella Casa, che allora scatenavano risate, nel 2026 probabilmente genererebbero roventi polemiche e richieste di espulsione.
Lo so. Penso si stia esagerando, mi sembra eccessivo. Per carità, bisogna rispettare tutti, ma sarebbe il caso di ritrovare più leggerezza e di prendersi meno sul serio.
Dei tuoi vecchi compagni di viaggio sei rimasta in contatto con qualcuno?
Vedo spesso Filippo (Nardi, ndr). Abita in Romagna e ogni tanto viene a trovarmi al mare. Gli altri li ho persi di vista.
Anche Alessandro Lukacs?
Siamo rimasti in buonissimi rapporti, ma non ci sentiamo da prima del covid. Ci siamo persi, lui ha intrapreso la sua carriera a Napoli, io vivo a Ravenna. E’ davvero difficile incontrarsi. Fu molto bravo nel portare a termine gli obiettivi che si era prefissato. Tanto di cappello. Ale era uno sul pezzo, una bellissima persona, educata e con una splendida famiglia alle spalle.
Finito il “Gf” arrivarono le ospitate. In tv e in discoteca.
Andai a ‘Buona Domenica’, era piacevole. C’erano tante strade da percorrere, a differenza di adesso. Ora vai a ‘Verissimo’ e stop, non c’è più nulla. In discoteca per un’apparizione di pochi minuti capitava di prendere anche più di 5 mila euro. Fu giusto cavalcare l’onda, ma è un’onda che poi scompare. Bisogna avere l’umiltà di tornare quelli di prima. O di proseguire, ma se si ha davvero la passione e la voglia di impegnarsi.
Simona Ventura ti volle a “Quelli che il calcio”, mentre Mario Giordano ti ingaggiò come inviata di “Lucignolo”.
’Lucignolo’ lo feci sempre con Alessia Fabiani. Totalizzavamo ascolti pazzeschi in seconda serata. Eravamo autrici di noi stessi. Furono anni intensi, prima che me ne tornassi alla vita normale.

Come mai la decisione di compiere il passo indietro?
Vidi che cominciava a scemare il tutto. Evidentemente quello non era il mio habitat ideale. Avevo la necessità di sentirmi realizzata. Decisi di investire in qualcosa di alternativo, che potesse assicurarmi una stabilità a lungo termine.
Immagino che non sia stato semplice.
No, non è stato automatico. Anzi, è stata la fase più difficile. Non è facile tirarsi indietro quando si è abituati ad uno stile di vita top, con le vacanze che ti venivano offerte. In tal senso devo ringraziare la mia famiglia, che mi ha trasmesso dei valori importanti.
La tv ti ha più cercata?
Sono arrivate delle richieste, sia per il ‘Grande Fratello’ che per ‘L’Isola’, per cui ho svolto i provini per la prossima edizione. Non se ne è fatto nulla. Ho avuto questioni familiari importanti da affrontare, altrimenti credo che sarei partita. Ero piaciuta agli autori.
Che versione di Mascia ripresenteresti?
Non più quella di una 28enne, sarebbe grave se lo facessi. Ho avuto una maturazione, ho delle responsabilità, avrei delle figlie che mi guardano. Poi sarei sempre la stessa tipa sale e pepe che tutti hanno conosciuto venticinque anni fa, seppur diversa. Sempre carica, energica, con la voglia di vivere.
Il pubblico però ha in mente quella Mascia. Non temi di rimanere ammanettata all’immagine di inizio millennio?
Non sarebbe un peso. Mi sento cambiata, lontana da quella ragazza che fece il ‘Gf’, grazie al cielo. Si deve sempre migliorare nella vita, ma io sono una donna rock e sarò una nonna rock. Da anziana indosserò il chiodo.
Dunque saresti pronta a rituffarti nella mischia.
Sì, ma alle mie condizioni e, soprattutto, non sarò mai io a propormi. Fa piacere essere cercati, però dovrei valutare svariati fattori, tra cui il lavoro. Io e mio marito siamo il fulcro delle nostre attività. Se mancassi io, mancherebbe il 50 per cento della torta. Bisognerebbe capire cosa mi farebbero fare. Non dovrebbe essere qualcosa che possa danneggiare ciò che ho creato. Non ho la sete di celebrità, non devo fare niente per forza.