Le Pappardelle di Reazione a Catena: “Con il premio faremo una linea di sughi. Mai un litigio, ci unisce il teatro”
Domenica 20 settembre si è chiusa ufficialmente l'avventura de Le Pappardelle a Reazione a Catena. Dopo una cavalcata trionfale che le ha rese un vero e proprio caso mediatico nell'estate di Rai 1, il trio di Firenze formato dalle amiche d'infanzia Carolina Mischi, Maria Giulia Bardi e Francesca Garbin ha dovuto cedere il posto alla squadra delle sfidanti. Un'eliminazione che arriva dopo ben 49 presenze e un montepremi record di oltre 261mila euro. In quest'intervista a Fanpage.it, le ex campionesse ripercorrono l'intera esperienza, rispondendo anche alle voci di presunta raccomandazione da parte di Pino Insegno e svelando cosa hanno in mente di fare con i soldi vinti durante il gioco.
La vostra avventura a Reazione a Catena si è appena conclusa. Quali sono le sensazioni?
Le Pappardelle: Non possiamo che essere entusiaste del percorso fatto e grate a tutte le persone che lo hanno reso possibile. Le nostre famiglie e i nostri amici che hanno sopportato il nostro entusiasmo, gli sfidanti, lo staff di Reazione che lavora con accoglienza e umanità. Siamo felici di aver lasciato il posto ad una squadra di ragazze in gamba e, anche se c'è già tanta nostalgia, alla fine è bello tornare alla quotidianità.
Torniamo alle presentazioni, per chi non vi conosce. Chi siete nella vita di tutti i giorni?
Maria Giulia: Ho 24 anni e studio a Firenze. La mia vita ruota attorno all'università: frequento la magistrale in Disegno e gestione degli interventi sociali per diventare assistente sociale. Nel tempo libero faccio teatro, recito insieme alle altre e teniamo un corso per bambini.
Carolina: Ho 27 anni e sono laureata in Lettere, ma ora studio Scienze Religiose e faccio la professoressa di Religione. Anche io condivido le stesse passioni: teatro, volontariato, e ho una grande passione per la lettura.
Francesca: Ho 25 anni, sono laureata in Lingue e Letterature straniere e sto finendo un percorso in Pubblicità. Con la compagnia teatrale del nostro quartiere, l'Isolotto, portiamo in scena spettacoli, rivisitazioni e musical.
Come vi siete conosciute?
Francesca: Ci frequentiamo da quando siamo piccole, da quando frequentavamo la scuola materna. Crescendo, il rapporto si è intensificato, anche perché usciamo nello stesso gruppo.
Nel 2023 partecipate per la prima volta a Reazione a Catena. Avevate valutato altri game show?
Carolina: No, non avevamo mai pensato di andare in televisione, ma il programma ci piaceva e lo seguivamo sempre. Un giorno, vedendo scorrere i titoli con l'avviso sui casting, ci siamo scritte su Whatsapp proponendoci per gioco. Abbiamo iniziato a guardare le puntate insieme e poi abbiamo fatto il provino. All'epoca ci chiamavamo "Le Frangette".
Perché avete deciso di riprovarci, a distanza di tre anni?
Maria Giulia: Nel 2023 avevamo perso subito contro una squadra molto preparata e abbiamo pensato: "Perché non ritentare?". Passiamo molto tempo insieme e, invece di parlare delle solite cose, abbiamo continuato ad allenarci per ripresentarci. Appena sono trascorsi i due anni obbligatori di stop tra una partecipazione e l'altra, ci siamo riscritte, è stata una sorta di rivincita.
Spiegateci il vostro nome, "Le Pappardelle".
Maria Giulia: Semplice: non potevamo chiamarci "Le Frangette" perché io e Carolina non abbiamo più la frangia. Eravamo alla ricerca di qualcosa che ci accomunasse e che facesse riferimento alle nostre radici toscane e al nostro amore per il buon cibo. Alla fine abbiamo scelto questo.
E stavolta è arrivato il record di vittorie e presenze.
Francesca: Non ce lo aspettavamo. Il giorno della partenza ci siamo dette: "Tanto stasera torniamo a casa". Poi la puntata è andata bene, e abbiamo continuato.
Sui social avete ricevuto tanti complimenti, ma anche critiche. C'era persino chi voleva vi ritiraste. Come avete gestito questi commenti?
Francesca: A un certo punto abbiamo smesso di leggerli per non rovinarci il morale. Ci è dispiaciuto leggere cattiverie sul fatto che non fossimo all'altezza dei grandi campioni o che avessimo affrontato solo squadre deboli, ma il vantaggio di Reazione a Catena è che si gioca in squadra, quindi ci siamo sempre tirate su il morale a vicenda.
C'è mai stato qualche battibecco tra di voi durante le registrazioni?
Francesca: In realtà, molte persone ci dicevano di essere sorprese dal fatto che non ci avessero mai viste discutere. Certo, la stanchezza mentale e fisica si faceva sentire, ma tra di noi siamo sempre state coerenti con quello che siamo nella vita.
Siete molto legate al vostro quartiere d'origine. Vi sentite fortunate a poterci ancora vivere in un'epoca in cui molti giovani sono costretti a partire?
Maria Giulia: Poter restare dove si è cresciuti è una grande fortuna. Il nostro quartiere ha un forte senso di comunità: vedi crescere i più piccoli e invecchiare gli adulti, c'è una continuità di vita. Non sappiamo dove ci porterà il futuro, ma per ora siamo felicissime di essere qui.
A proposito di critiche, ci sono state voci su una presunta raccomandazione da parte di Pino Insegno. Com'è stato il vostro rapporto con lui?
Maria Giulia: È una cosa che vogliamo specificare chiaramente, dato che è stato un commento ricorrente sui social: non siamo raccomandate e non c'è stato alcun trattamento di favore. Pino si comporta in modo gentile con tutte le squadre, anche nelle situazioni che non si vedono in televisione. Il suo supporto e la sua umanità sono un regalo per chiunque varchi quello studio.
Avete raggiunto un bottino di oltre 261mila euro, avete già pensato a cosa ne farete?
Francesca: Vorremmo organizzare una grande cena per il nostro quartiere, per festeggiare con le persone che ci hanno sostenuto durante questa avventura. Poi abbiamo un'idea un po' particolare: stiamo pensando di investirli per lanciare una nostra linea di sughi. La cifra restante la divideremo, così che ognuna possa investirla nei propri progetti personali.
Avete già in mente qualche ricetta?
Carolina: Non c'è ancora un pensiero preciso, ma in Toscana le pappardelle sono rigorosamente al cinghiale. Sicuramente potremo contare sull'aiuto delle signore della parrocchia del quartiere, che cucinano benissimo e sono molto competenti.
C'è un frangente del dietro le quinte che vi è rimasto particolarmente impresso?
Francesca: Un episodio molto divertente è successo la sera prima di una puntata a Napoli, dove si registra il programma. Eravamo con "I Menestrelli", tre ragazzi pugliesi con cui ci siamo messi a giocare tutta la sera, facendo un vero e proprio scambio di squadre per giocare a una sorta di Intesa Vincente mista. Si respirava l'aria genuina di un gruppo di ragazzi che fa un gioco e si diverte.
Vi piacerebbe tornare in TV, in futuro?
Francesca: Ci siamo trovate benissimo, l'ambiente è stato accogliente e non ci ha per nulla traumatizzate, anzi. Siamo tre ragazze con i piedi ben piantati a terra ma, se in futuro dovesse capitare un'altra occasione simile, perché no?