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“Ho dovuto pagare migliaia di euro per far togliere le mie foto da Phica”: la denuncia di un volto noto della TV

Una nota showgirl italiana ha raccontato a Fanpage.it che anche le sue foto sono finite su Phica.net. La sua storia getta nuove ombre sul sito per adulti. Per rimuovere i contenuti, le è stato proposto di pagare dei pacchetti da 250 a 1000 euro mensili. Il pagamento, richiesto da un admin anonimo, doveva essere effettuato in bitcoin, Paypal (ma rigorosamente con metodo amici e familiari) o bonifico istantaneo.
A cura di Daniela Seclì
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Dilaga lo scandalo Phica.net. Si moltiplicano di ora in ora le testimonianze di donne che hanno scoperto la presenza di loro foto, reali o contraffatte, sul sito per adulti. Tra loro anche le giornaliste del TG1. Le vittime hanno dovuto leggere pagine e pagine di commenti offensivi, diffamatori e volgari. Una vera e propria violenza. In queste ore, un'altra voce si è aggiunta a quella delle donne che si sono già fatte avanti. Una nota showgirl italiana ha raccontato a Fanpage.it la sua esperienza. Ciò che emerge è un quadro desolante. L'admin del sito chiedeva soldi in cambio della rimozione dei contenuti sia su Phica.net che su siti simili. I pacchetti andavano da 250 euro a 1000 euro mensili. Si richiedeva di pagare in bitcoin, Paypal – ma rigorosamente con metodo amici e parenti "o mi tocca farti pagare un extra" – o con bonifico istantaneo. Vediamo il racconto della nostra fonte, che ha preferito restare anonima. La chiameremo Alessandra.

Come ha scoperto che le sue foto erano su Phica.net

Alessandra è venuta a sapere della presenza di sue foto su Phica.net già qualche anno fa grazie alle segnalazioni di alcuni utenti. Così, si è recata sul sito per adulti e ha notato un thread sul suo conto che risaliva al 2009: "C’erano delle mie foto in topless che non avevo mai scattato. Quel corpo non era il mio. Di alcune foto, però, mi sembrava di riconoscere il posto. Era uno studio tutto bianco". Poi, l'amara scoperta: "Un fotografo mi aveva scattato delle foto mentre mi cambiavo (durante un servizio fotografico, ndr). C’era un utente che diceva di vendere quelle foto e chiedeva di essere pagato tramite postepay. Vedendo a chi era intestata la carta ho avuto la certezza che dietro ci fosse quel fotografo. L’ho denunciato". Dunque riteneva che il problema fosse ormai risolto. Lo scorso dicembre, invece, altri utenti le hanno segnalato che su Phica.net c'erano nuovi thread aperti su di lei:

Avevo un profilo OnlyFans su cui però pubblicavo le stesse foto che mettevo su Instagram, foto in lingerie, in costume. Sul sito c’erano foto rubate, altre senza viso e con un corpo attribuito a me. Era palese che non ero io. In alcuni casi c’erano persino tatuaggi che io non ho.

Da qui la decisione di mettersi in contatto con gli admin del sito per chiedere la rimozione dei contenuti che la vedevano suo malgrado protagonista.

Chi chiedeva i soldi su Phica.net

Il profilo Telegram da cui partivano le richieste di denaro
Il profilo Telegram da cui partivano le richieste di denaro

Alessandra, decisa a far rimuovere i contenuti che la riguardavano, ha contattato tramite mail gli admin. Inizialmente nessuno ha risposto poi un giorno è stata ricontattata: "Mi rispondono dicendo che non potevano rimuovere tutto ciò che gli utenti avevano scritto e che d’ora in poi se avessi voluto la rimozione c’era un pacchetto da pagare". Le è stato lasciato anche un contatto Telegram, con il quale Alessandra si è relazionata per le richieste di rimozione dei contenuti:

Subito dopo la prima mail mi arriva il contatto di Telegram, si fa chiamare @bossmiao. Non mi ha mai detto il nome, non ha mai voluto darmi il suo whatsapp. Non ha mai fatto arrivare pagamenti a nome suo. Diceva che lui è impegnato, che ha insegnato a due ragazze come mandare le richieste di DMCA, all’inizio diceva che queste due ragazze fossero avvocate.

A proporre i pacchetti e a fare richieste economiche, dunque, era colui che si qualificava come l'amministratore del sito. Rispondeva alla mail phicamaster@phica.net e su Telegram all'account @bossmiao. Ma veniamo alle cifre.

I pacchetti da 250 euro a 1000 euro al mese

Alessandra ha ricevuto dall'admin una proposta: "Mi ha detto: ‘Se vuoi eliminare le tue cose da Phica e vuoi evitare i thread su di te devi pagare 250 euro al mese”. Ma le ha offerto anche altri pacchetti che arrivavano fino a un costo di 1000 euro al mese: "Nel prezzo era inclusa la ricerca e la rimozione di post su di me su siti simili a Phica.net. Ricerca che non ha mai fatto. Ho dovuto farla sempre io”. In una mail in nostro possesso risultano i seguenti pacchetti da 250 a 1000 euro al mese, che sembrano pensati per le creator di OnlyFans che intendono fare rimuovere i loro contenuti privati quando gli utenti li pubblicano sul sito per adulti:

  • Pacchetto base creator OF: 250€ mensile

– 1 Nickname OF in blacklist su Phica

– 1 Nickname OF in blacklist sui nostri canali Telegram

– Rimozione messaggi e discussioni su di te

– Invio link (max 25 al mese) da rimuovere (solo Phica)

  • Pacchetto premium creator OF: 500€ mensile

– Da 1 a 5 nickname OF in blacklist su Phica

– Da 1 a 5 nickname OF in blacklist sui nostri canali Telegram

– Da 1 a 5 nome e cognome (o varianti) in blacklist su Phica

– Da 1 a 5 nome e cognome (o varianti) in blacklist sui nostri canali Telegram

– Invio link (max 100 al mese) da rimuovere (solo Phica)

– Rimozione messaggi e discussioni su di te

– Ricerca e rimozione nickname e nome nei messaggi privati e chat

  • Pacchetto unlimited creator OF: 1000€ mensile

– Da 1 a 10 nickname OF in blacklist su Phica

– Da 1 a 10 nickname OF in blacklist sui nostri canali Telegram

– Da 1 a 10 nome e cognome (o varianti) in blacklist su Phica

– Da 1 a 10 nome e cognome (o varianti) in blacklist sui nostri canali Telegram

– Rimozione messaggi e discussioni su di te

– Ricerca e rimozione nick e nome nei messaggi privati e chat

– Ricerca e rimozione dei tuoi contenuti tramite immagini, video e testo tramite motori di ricerca (immagini e video da fornire)

– Richiesta diritto all'oblio (rimozione dai motori di ricerca) dei tuoi contenuti

– Invio link (max 500 al mese) da rimuovere

– Aiuto per eventuali denunce

– Whitelist siti esterni

Al di fuori dei pacchetti, poteva capitare che proponesse di pagare 30 euro all'ora per una ricerca globale dei contenuti da rimuovere, con richieste complessive di oltre 2mila euro. Anche questo aspetto abbiamo avuto modo di verificarlo.

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La mail con la proposta dei pacchetti per rimuovere i contenuti
La mail con la proposta dei pacchetti per rimuovere i contenuti

I metodi di pagamento e le due presunte avvocate a cui mandare una delega

L'admin proponeva tre metodi di pagamento: bitcoin, Paypal ma con metodo "amici e familiari" e bonifico istantaneo. Eccetto i bitcoin, i pagamenti con Paypal e bonifico istantaneo erano indirizzati a due donne che l'admin sosteneva di avere formato e che, secondo la nostra fonte, in alcune occasioni avrebbe definito "avvocate". A una prima verifica, nessuna delle due risulta iscritta all'Ordine degli avvocati. I pagamenti tramite Paypal erano indirizzati a una certa Giulia Campus. È a lei che Alessandra ha fatto il primo pagamento: "Il primo mese ho pagato a Giulia 250 euro per la rimozione dei contenuti su Phica.net. Le ho mandato il mio passaporto e un foglio con la richiesta (una delega, ndr). Poi 700 euro sempre a Giulia e poi altri 700 euro ma a Giada".

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Per i pagamenti tramite bonifico istantaneo, infatti, l'admin indicava un IBAN intestato a Giada Triscornia.

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E poi l'opzione del pagamento in bitcoin.

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Quindi richiedeva di inviare a questi due contatti una delega, in italiano e in inglese, con scritto:

"Io XXX, nata il e luogo, delego il portale di Phica.net a proteggere la mia immagine online da contenuti inseriti in modo illecito e senza la mia autorizzazione. Autorizzo Phica.net a procedere alla richiesta di rimozione contenuti".

E chiedeva di allegare un documento.

Perché Alessandra ha ceduto alla richiesta di pagamento

Abbiamo chiesto a Alessandra perché abbia accettato di pagare. Ci ha spiegato che la vicenda l'ha messa a dura prova: "Stavo diventando matta, era un’ossessione per me. Scrivevano di quelle cattiverie. Minacce, robe allucinanti e inventate, accostate a immagini non mie di nudo totale. E ogni giorno ne uscivano altre. È stato tremendo. Ero fuori dall’Italia e anziché godermi la vacanza non mangiavo più. Passavo le ore a guardare queste cose. Vedevo una situazione che secondo me non era legale, ma non riuscivo a bloccarla". E ha concluso:

Nella mia esperienza, purtroppo, anche quando ho ricevuto minacce gravi sui social la Polizia Postale non ha risolto il problema. Ho avuto una bruttissima vicenda di stalking per anni e anni. Continuavo a denunciare e ogni volta mi veniva detto che la denuncia sarebbe stata fatta verso ignoti. Dopo questa esperienza negativa, immaginavo che anche stavolta non avrebbero fatto niente o avrei dovuto aspettare anni. Inoltre, in tanti mi dicevano che anche se avessi denunciato non sarebbe successo niente perché la maggior parte di questi siti ha la sede all’estero. All'idea che sarebbe passato tanto tempo prima della rimozione di quei contenuti mi sono detta: "Pago, cosa devo fare".

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