Gigliola Cinquetti: “Luigi Tenco mi detestava. Oggi non mi criticano più, si vede che non conto niente”

Gigliola Cinquetti si è raccontata nel corso di una lunga intervista rilasciata a Verissimo. Nel corso della chiacchierata con Silvia Toffanin ha parlato anche delle critiche spietate che ha ricevuto in passato e che oggi non riceve più. Inoltre, ha parlato del rapporto burrascoso con Luigi Tenco, che non l'apprezzava come artista, ma prima di dirlo pubblicamente si premurò di dirglielo in faccia.
Gigliola Cinquetti e le critiche. L'artista ha spiegato che con il passare degli anni, i critici non si occupano ormai più di lei. A Silvia Toffanin ha confidato: "Sento molto la mancanza delle critiche. È un po' troppo tempo che non mi criticano più, si vede che non conto niente (ride, ndr). Quando si è criticati vuol dire, intanto, che si conta qualcosa e poi che ci sono dei critici". Negli anni di maggior successo, le cose erano ben diverse per lei. Purtroppo i critici erano duri nei suoi confronti e non le riconoscevano mai l'enorme talento:
Ai miei tempi c'erano dei critici autorevoli e poi ce n'erano altri non autorevoli ma che criticavano a tutto spiano anche quelli. Erano gli anni della contestazione, era di moda contestare anche in modo distruttivo e pesante. Ma avevo le spalle larghe. C'erano i critici di professione ai quali devo dire grazie. Mai una volta che abbiano detto che ho una bella voce, che ho cantato bene. Sono stati un grandissimo elemento di stimolo, io volevo smentirli e miglioravo sempre, mi perfezionavo.
Il rapporto con Luigi Tenco. Gigliola Cinquetti ha parlato del rapporto conflittuale che aveva con l'artista: "Luigi Tenco non mi poteva vedere. Ero il simbolo di tutto quello che lui detestava". Il cantante glielo disse in faccia: "L'ho apprezzato, è una forma di onestà. Lui ci teneva molto alla sincerità e voleva poter dire liberamente quello che pensava di me, dopo avermelo detto in faccia". Gigliola Cinquetti ritiene che le critiche nei suoi confronti fossero mosse dal fatto che lei non sposasse la moda di essere ribelli a tutti i costi:
Erano anni in cui i giovani erano contestatori, ribelli, essere ribelli era diventata una moda, non si capiva bene a cosa ci si dovesse ribellare. Tutti dovevano esibire un atteggiamento ribelle e io non lo ero abbastanza. In più cantavo Non ho l'età, quindi ero una che diceva no. Questo no, specialmente ai maschi, non piaceva molto, non era gradito il no di una ragazza nei confronti degli uomini.