Federico Fusca: “Da cuoco guadagnavo 1800€ al mese, oggi il triplo sui social. Senza il Covid avrei cambiato lavoro”

La storia di Federico Fusca si alterna tra le cucine professionali e il successo nel mondo dei social e della televisione. Anni di gavetta e poi la svolta, arrivata paradossalmente nel momento in cui tutto il resto si fermava. "Durante il lockdown ho vissuto un tracollo psicologico e finanziario. Il Covid ha incasinato la mia vita come quella di tanti altri", racconta a Fanpage.it. Da quel punto di rottura, tuttavia, è nata una seconda fase professionale che ha ridefinito le regole del suo privato e del suo portafogli: "Rispetto alla ristorazione tradizionale, lavorare come food content creator mi dà molte più soddisfazioni. La vita del cuoco, purtroppo, è una vita di sofferenza". Reduce dall'esperienza nel reality The 50, l'attuale volto di È sempre mezzogiorno ripercorre i nodi della sua carriera, il rapporto con il cibo e e l'ambizione di vedersi, un giorno, mettersi alla prova all'Isola dei Famosi o Pechino Express.
Sei reduce dall'esperienza a The 50. Cosa ti ha spinto a metterti in gioco in un contesto del genere?
Ho sempre voluto partecipare a un reality. Fra tutti, The 50 mi stimolava parecchio perché apprezzavo l'idea di mettermi alla prova dal punto di vista fisico e mentale. Molti credono che non sia riuscito a emergere al cento per cento, ma sono una persona limpida e non cerco di stare al centro della discussione a tutti i costi.
Il cast si divideva tra appartenenti al mondo social e a quello della Tv. Dove ti collochi?
È una domanda che mi sono fatto spesso anche lì. Lavoro anche in televisione, ma mi ritengo principalmente un food content creator.
I legami nati davanti alle telecamere continuano anche fuori?
Assolutamente sì. Ho legato molto con Edoardo Tavassi, Il Musazzi, Shaila Gatta, Alex Caniggia e Max Felicitas, ci sentiamo ancora oggi. La sorpresa è che sto sentendo anche persone con cui lì dentro non avevo legato, come Valerio Mazzei: ci siamo scritti e faremo dei video insieme.

Ti piacerebbe partecipare ad altri reality?
Farei subito Pechino Express o L'Isola dei Famosi, dove c'è da fare i conti con la fame e la sopravvivenza. Il Grande Fratello è un bel contesto, ma preferisco le sfide di resistenza.
Facciamo un passo indietro: com'è iniziato il tuo percorso tra i fornelli?
I miei genitori mi hanno spinto a lavorare da quando ero solo un ragazzino, a quattordici anni. Ho fatto gavetta fino a diventare chef a trent'anni. Poi, durante il lockdown, ho vissuto un tracollo psicologico e finanziario: il Covid ha incasinato la mia vita come quella di tanti altri. Così ho deciso di rimettermi in gioco sui social, partendo da un profilo di appena 800 follower. Nel giro di un anno sono cresciuto in modo folle, raggiungendo mezzo milione di follower grazie alle ricette.
E non sei più tornato in una cucina professionale.
Quando le attività hanno riaperto, ho iniziato a ricevere tante proposte di lavoro tramite i social. Mi sono detto: "Ci provo". Rispetto alla ristorazione tradizionale, questa nuova strada mi dà molte più soddisfazioni, sia a livello economico che personale. La vita del cuoco, purtroppo, è una vita di sofferenza.
Spiegati meglio.
Un cuoco professionista guadagna in media 2000 euro al mese, che non è una cifra da denigrare, ma a fronte di 14 o 15 ore di lavoro al giorno diventa inadeguata. Muovendosi a livelli importanti sui social, si può guadagnare molto di più.
Spesso i grandi chef si lamentano del fatto che i giovani oggi preferiscano percorsi simili alla cucina vera.
È normale che un ragazzo valuti la situazione e scelga di intraprendere una strada alternativa. C'è da dire che, quando ho iniziato io, eravamo in pochissimi a fare video di cucina. Oggi però non ci si può improvvisare: per fare questo lavoro serve un'esperienza reale alle spalle per saper insegnare qualcosa, unita a forti doti comunicative. Ho colleghi bravissimi in cucina che però davanti a una telecamera si bloccano.
Quanto è cambiata la tua vita a livello economico da quando fai il food content creator?
Prima guadagnavo circa 1800 euro al mese, con contratti che a volte non erano nemmeno regolari, una situazione che non ti permette di pianificare un futuro. Oggi, con una fanbase da un milione di follower, i bilanci della mia società sono pubblici e i guadagni sono nettamente superiori, ben più del triplo rispetto a prima.
E dal punto di vista del tempo libero?
La qualità della vita migliora perché gestisci il tuo tempo. Se voglio passare una giornata al mare con mia figlia, posso farlo. Ovviamente si lavora tanto tra registrazioni, montaggio e trasferte – per la Rai sono quasi sempre a Roma – ma non faccio più sedici ore filate in piedi davanti a un fornello.
Qual è, secondo te, il lato del tuo carattere che ti ha permesso di avere successo?
Cerco di essere genuinamente simpatico. Mi definisco un "cuoco popolare" proprio perché propongo ricette semplici con un linguaggio accessibile e alla portata di tutti.
Anche l'accento toscano è diventato un punto di forza.
All'inizio cercavo quasi di nasconderlo nei video. Poi ho capito che la spontaneità paga, ho iniziato a parlare come nella vita reale ed è stata la mia svolta. Oggi non uso filtri, sono esattamente così.
Sui social conta tanto l'estetica del piatto. Pensi che questa ricerca della perfezione visiva sia tossica o rispecchi la vera ristorazione?
Rispecchia una parte della realtà. Quando vado al ristorante guardo l'impiattamento perché il cibo si mangia prima con gli occhi. È chiaro che, poi, il piatto debba essere anche buono, ma la presentazione resta fondamentale.
Com'è arrivato il debutto in Rai a È sempre mezzogiorno?
È successo a febbraio 2021. Anni prima avevo fatto il provino per La Prova del Cuoco di Elisa Isoardi ma ero stato scartato. Quando mi hanno richiamato, ho affrontato tutto con maggiore leggerezza, senza crearmi alcuna aspettativa, ed è stata la chiave giusta. Lavoro con Antonella Clerici da cinque anni, abbiamo un bellissimo rapporto e le sarò sempre grato.
Una chicca su di lei?
Durante la mia prima diretta ero tesissimo ed emozionato. Lei ha capito subito la mia difficoltà, mi ha preso per mano e mi ha guidato. Mi ha dato un aiuto enorme, è davvero genuina e disponibile come appare in tv.

Se si pensa al connubio Tv-cibo, una delle prima cose che vengono in mente è MasterChef. Ti vedresti come giudice?
Accetterei immediatamente.
A casa cucini?
Poco, non ho molto tempo. Mangio cose veloci come le insalate. Quando passi l'intera giornata in studio a spadellare per lavoro, la casa l'ultima cosa che vuoi fare è rimetterti ai fornelli.
Che rapporto hai con il cibo?
Ho avuto un percorso particolare. Durante il lockdown, a causa dello stress, mi ero lasciato andare arrivando a pesare 96 chili. Non mi piacevo affatto. Oggi continuo a mangiare di tutto perché sono un buon gustaio, ma mi alleno sei giorni su sette per tenermi in forma.
Questo senso di disciplina è nato con il successo o sei sempre stato un tipo sportivo?
È nata quando ho ritrovato la stabilità mentale ed economica. Il periodo del lockdown è stato duro: ero a casa, senza entrate e con una bambina di un anno a cui dover garantire il futuro. Superato quel momento psicologicamente complesso, ho trovato la forza di rimettermi in sesto. Oggi ho un rapporto sano con ciò che mangio, non lo uso più come sfogo.
Ti piacerebbe aprire un tuo ristorante in futuro?
Ci penso spesso, è un'idea. Al momento voglio concentrarmi sulla crescita mediatica, ma tra i miei progetti c'è sicuramente quello di aprire qualcosa di mio. Vorrei creare un format differente e proporre una cucina popolare e godereccia, alla portata di tutti. Non sono tipo da stellati.

Faresti lavorare un giovane alle stesse condizioni a cui hai lavorato tu?
La mia generazione è stata indubbiamente sfruttata, è un dato di fatto. Se non fosse arrivato il Covid, a trent'anni avrei smesso anche io con la ristorazione perché ero arrivato al limite a livello mentale. Detto questo, non voglio colpevolizzare gli imprenditori, perché gestire un'impresa in Italia è molto difficile e ognuno ha le sue ragioni. Però il trattamento dei dipendenti un tempo era molto diverso.
Credi che la situazione sia migliorata, oggi?
Le nuove generazioni si fanno valere di più e quegli orari massacranti si sono ridotti. Il sistema sta cambiando ed è giusto così.
Cosa avresti fatto, se avessi appeso il grembiule al chiodo?
Non ne ho idea, ho sempre lavorato come cuoco e ho interrotto gli studi durante il liceo. Mi sarei inventato qualcosa, sicuramente.
In video sei sempre solare ed energico, ma c'è un lato privato che non mostri?
Sono una persona molto emotiva. Sono sensibile, permaloso e testardo, essendo del segno della Vergine. Tendo a dare tanto agli altri e molto poco a me stesso, a volte questo porta a ricevere grandi delusioni.
Qual è il tuo prossimo obiettivo?
Costruire un futuro solido per me e per mia figlia. È stata lei, anche se era piccolissima, a darmi la spinta per rimboccarmi le maniche e raggiungere i traguardi di oggi.
C'è spazio per l'amore?
Io e la madre di mia figlia ci siamo lasciati quando lei era molto piccola, ma siamo in ottimi rapporti. Non la mostro mai sui miei canali perché fa un lavoro diverso e tiene alla sua riservatezza. Per il resto, se trovassi la persona giusta vorrei subito una stabilità sentimentale: sono un tipo da "famiglia del Mulino Bianco". Vedremo cosa mi riserverà la vita.