Enzo Iacchetti torna a Striscia: “Ricci non ci dice neanche a chi ha dato il Tapiro. Morandi? Con lui pace fatta tempo fa”

A 69 anni, Enzo Iacchetti si prepara al debutto più adrenalinico della sua carriera: Striscia la Notizia in prima serata. "Siamo euforici, è come se fossimo dei vecchi trentenni", scherza il conduttore che con Ezio Greggio è pronto ad affrontare questa nuova sfida. Nell'intervista con Fanpage.it racconta: "Certe cose che mi fanno fare da giovani…mi tiene in piedi l'adrenalina, non tanto il corpicione che ormai è quello che è".
Le novità di questa nuova edizione: "C'è di tutto, intelligenza artificiale, acrobazie, orchestra dal vivo, sei veline. Non c'è niente che ci accomuna agli altri anni". E come nel più classico stile Striscia, nemmeno i conduttori sanno tutto: "Il Tapiro ce lo dirà all'ultimo minuto, Antonio ha paura che noi sveliamo".
Un ritorno sulla questione che lo ha reso popolare in Italia, come nel mondo, la lite con Eyal Mizrahi da Bianca Berlinguer e il supporto ricevuto da tutta la famiglia di Striscia: "Antonio mi ha difeso dopo lo sbrocco, mi ha dato gioia. Ha preso una posizione in mia difesa considerando quella cosa come una cosa umana, soprattutto, e non volgare". E sulla Palestina non arretra: "Striscia viene dal Drive-In dove si parlava già di Palestina con battute fortissime. I pensieri usciranno sempre, prima o poi, escono tutti i giorni anche sul mio Instagram".
La stretta di mano con Morandi alla serata dedicata ad Ornella Vanoni: "C'è chi dice "di pace", ma la pace l'abbiamo già fatta tanti anni fa fuori dal tribunale e da allora ci siamo incontrati e salutati molte altre volte".

Enzo, senti l'ansia del debutto?
Guarda, siamo molto eccitati. È uno show completo con notizie, con inviati nuovi, tra l'altro scoop pazzeschi, poi c'è l'orchestra, ci sono sei veline, quindi c'è un'atmosfera nuova, oserei dire da prima serata (ride, ndr).
Una prima serata, ma è sempre Striscia?
È sempre Striscia la Notizia, ma non c'è niente, a parte forse la scrivania, che ci accomuna agli altri anni. È davvero una grande sorpresa. E noi siamo euforici perché sono anche cose difficili da fare, però ce la stiamo mettendo tutta… tu lo sai, io soprattutto che ho una certa età.
Ma Enzino, sei un giovanotto…
Eh, ma diciamo che mi tiene in piedi l'adrenalina, non tanto il corpicione che ormai, insomma, è quello che è. Però stiamo aspettando tutti da tanto tempo questo debutto perché ce lo meritiamo. Se lo merita Antonio per tutto quello che ha fatto, se lo merita lo studio, se lo meritano tutti quanti, ce lo meritiamo anche io e Ezio, perché, insomma, quest'anno è il trentaduesimo insieme, quindi cerchiamo di farlo al meglio. Perché, sai, la solita Striscia era star seduti al bancone e lanciare filmati.
E invece adesso?
Eh, caro mio. Qua c'è di tutto: intelligenza artificiale, acrobazie, facciamo di tutto. È come se fossimo dei vecchi trentenni.
Prima hai detto una cosa bellissima, Antonio Ricci se lo merita. Sentite che questa prima serata possa rappresentare uno snodo fondamentale per il futuro di Striscia la Notizia?
Antonio ha detto che un'Italia senza Striscia è inimmaginabile, e sono d'accordo. In un modo o nell'altro, adesso dobbiamo veramente dimostrare di essere presenti. Infatti, il sottotitolo di questa 38esima edizione di Striscia la notizia sarà "la voce della presenza". Comunque quello che davvero merita più degli altri di fare questo programma è Antonio che l'ha difeso da quasi 39 anni e sarebbe bello festeggiare il quarantesimo e oltre.
Cosa ci dobbiamo aspettare dall'inserimento di Maria De Filippi, che è un po' considerata la grande novità della prima puntata?
Farà un servizio su cui la gente si stupirà, perché fatto da Maria. Sarà bello vedere le reazioni delle persone che parcheggiano l'auto indebitamente nel posto riservato alle persone con disabilità. Maria sarà affiancata da Tina Cipollari e Giovannino, quindi sarà divertentissimo. Per il resto, sono curiosissimo, perché ci sono anche cose che non conosciamo ancora.
Chi lo prende il primo Tapiro?
Non ci dice neanche questo. Non ci dice nulla. Sappiamo che c'è un Tapiro ma non sappiamo a chi andrà, pare che andrà a un personaggio molto importante. Lo sapremo all'ultimo minuto.
Perché?
Perché Antonio mantiene il dettaglio della segretezza anche per noi. Ed è bello che sia così. Anche gli altri servizi che non conosciamo, sappiamo che saranno forti. Possiamo dire che c'è Roberta Bruzzone che farà una sorta di processo-interrogatorio a me e a Ezio. È bello che anche lei si adegui allo spirito ironico di Striscia. Poi c'è il grande Alex Del Piero che è l'ospite di tutta la serata. C'è Jimmy Ghione, c'è Militello. E c'è l'orchestra di Demo Morselli che spacca davvero. Insomma credo che non si possa dire che adesso Striscia sia invecchiata. Abbiamo fatto una grande opera di rinnovamento.
Questa è la tua prima edizione dopo Bianca Berlinguer e tutto quello che è acccaduto nell'ultimo anno. Ti chiedo se il tuo attivismo in qualche modo sarà portato anche all'interno della cornice di Striscia.
Striscia viene dal Drive-In dove si parlava già di Palestina. C'erano delle battute fortissime pro Palestina. In questa edizione, almeno nella conferenza stampa, Antonio ha detto che noi cerchiamo la pace in tutto il mondo e siamo un programma che percorre e indica questa strada.
Antonio Ricci è stato tra i primi a schierarsi al tuo fianco.
Mi ha difeso e questo mi ha dato gioia. Sono stato felice perché ha preso una posizione in mia difesa e ha considerato questo sbrocco fatto da Bianca una cosa umana, soprattutto non volgare, non negativa.
Bianca Berlinguer l'hai sentita?
Spero faccia il tifo per me, perché adesso siamo impegnati tutti i giorni, quindi penso a fare il mio mestiere e a farlo meglio che posso. E poi i miei pensieri usciranno sempre, prima o poi, escono tutti i giorni anche sul mio profilo Instagram, in cui non manco mai di ricordare quello che succede nel mondo.
È diventata virale la tua stretta di mano con Gianni Morandi nello speciale dedicato a Ornella Vanoni. Come mai?
Ci siamo rivisti sul finale del programma dedicato all'indimenticabile Ornella Vanoni, e ci siam stretti la mano. È stata una stretta sincera! C'è chi dice "di pace", ma la pace l'abbiamo già fatta tanti anni fa fuori dal tribunale e da allora ci siamo incontrati e salutati molte altre volte.