Natalia Paragoni smette di condividere notizie sulla sua salute, una scelta precisa: “Non sono la mia malattia”
Natalia Paragoni ha scelto di smettere di raccontare la malattia sui social. Incinta all'ottavo mese di gravidanza, l'influencer aveva ricevuto la diagnosi di Linfoma di Hodgkin e nei mesi successivi ha affrontato il primo ciclo di chemioterapia. Se inizialmente mostrava ai followers i progressi e la sua vita di tutti i giorni, che ha cercato il più possibile di non modificare in seguito alle cure, di recente sta preferendo il silenzio.
"Non è che non ho voglia, ma non voglio ogni volta parlare delle stesse cose", ha spiegato Paragoni sui suoi canali. La decisione non è dettata dalla mancanza di voglia nel condividere la sua vita con le milioni di persone che la seguono, quanto nel non voler essere identificata solo con la malattia. L'influencer vede questo come un momento della sua vita: "Non sono la malattia, non mi voglio identificare in questo. Non voglio che la mia persona venga ricordata a questo momento". Per questa ragione, ha smesso di raccontare gli andamenti delle terapia ed è tornata a mostrarsi con la famiglia, la piccola Beatrice nata da poco, il marito Andrea Zelletta e la prima figlia Ginevra. Una quotidianità a cui è tornata interamente, compresi gli impegni di lavoro, che prima aveva diminuito o messo in pausa. L'ultimo aggiornamento risale a questa estate, quando aveva fatto sapere di essere felice e che la cura stava procedendo bene.
La scelta di Paragoni di non raccontare più la terapia non è una battuta d'arresto ma, secondo chi scrive, un atto di rivendicazione della propria vita. Quando un'influencer da milioni di follower sceglie di non raccontarsi lancia un messaggio preciso: la malattia è una circostanza da attraversare, non una lente attraverso cui farsi definire. Tornare interamente al lavoro e alla vita familiare non è solo il recupero della "normalità", ma una presa di posizione sul diritto di essere ricordati per ciò che si costruisce e non per ciò a cui la vita può mettere davanti. Un gesto discreto ma potente, che invita a guardare oltre la diagnosi e a rispettare il desiderio di un'intera famiglia di concentrarsi, semplicemente, sulla bellezza del presente.