“Bentornati al Sud” si farà, è ufficiale: Bisio e Siani tornano a Castellabate, l’annuncio dell’ad di Medusa Film

Dopo anni di indiscrezioni, il cerchio si chiude: "Bentornati al Sud" è ufficialmente in cantiere. L'annuncio, che ha fatto sobbalzare i telespettatori davanti al TG5, è arrivato direttamente da Giampaolo Letta, amministratore delegato di Medusa Film.
Non si tratta di una novità. Già nel 2023, Fanpage.it aveva raccolto le voci dei protagonisti, anticipando che i tempi fossero quasi maturi per un terzo capitolo. In quell'occasione, Alessandro Siani aveva confessato il desiderio di tornare a vestire i panni del postino Mattia: "Ci stiamo pensando seriamente perché finalmente abbiamo condiviso un'idea divertente e che crea spunti di riflessione", aveva spiegato il comico partenopeo, passando la palla ai produttori.
La conferma ufficiale e i primi sopralluoghi
L'annuncio di Giampaolo Letta mette fine a una lunga attesa e trasforma le suggestioni in un progetto concreto targato Medusa. La coppia d'oro del cinema italiano, formata da Siani e Claudio Bisio, è pronta a tornare sul set per dare continuità a un filone che ha segnato la storia del botteghino nazionale. La macchina produttiva, d'altronde, non è rimasta a guardare: sono già stati effettuati i primi sopralluoghi a Castellabate, segno che il lavoro di pre-produzione è in una fase avanzata. Massimo riserbo, invece, sulle date di uscita e sul resto del cast, anche se l'obiettivo è ricreare quell'atmosfera magica che ha reso il borgo cilentino una meta di pellegrinaggio per migliaia di cinefili.
Il ritorno 15 anni dopo: cosa aspettarsi
A rendere possibile il ritorno è stata un'idea portante che ha convinto entrambi i protagonisti. Come aveva già spiegato Claudio Bisio ai microfoni di Fanpage, l'intento non è quello di replicare gag già viste, ma di osservare come sia cambiata l'Italia a quindici anni dal primo scontro culturale tra il milanese Alberto Colombo e il postino Mattia Volpe. All'epoca, Benvenuti al Sud fu capace di raccontare le differenze del Paese con una leggerezza che permise alla Campania di riscattare la propria immagine oltre i soliti stereotipi. Oggi, la sfida potrebbe essere quella di capire quanto e se abbia ancora senso "prendere in giro" quel divario tra Settentrione e Meridione, trovando nuovi spunti comici e sociali in un mondo profondamente mutato.
