Artificial di Guadagnino, da scarto di Amazon al sogno degli Oscar 2027: ottima accoglienza a New York

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Da che sembrava non trovare una collocazione, Artificial, il film di Luca Guadagnino sulla nascita di OpenAI, è stato presentato a New York e ha ricevuto primi entusiastici commenti da parte della critica. La corsa all’Oscar 2027 sembra ormai certa.

Artificial, l'ultimo film di Luca Guadagnino, è stato presentato al New York Film Festival, e da che sembrava non avrebbe mai trovato una distribuzione, dopo essere stato scaricato da Amazon a seguito dell'investimento milionario dell'azienda in OpenAI, l'ultima fatica del regista italiano pare che sia prossima agli Oscar 2027. Il film, salvato all'ultimo minuto da Neon, racconta la storia di Sam Altman, ex presidente di OpenAi, ed è stato accolto oltreoceano da grandi entusiasmi. In Italia arriverà il 20 gennaio, mentre nelle sale americane uscirà il 25 dicembre.

C'è chi azzarda una nomination agli Oscar per il protagonista Andrew Garfield, che ha interpretato il fascinoso, ma allo stesso tempo ambiguo Altman, uno degli uomini che ha contribuito alla nascita dell'intelligenza artificiale, risorsa e danno del nostro tempo. Il regista ha raccontato l'ascesa vertiginosa di OpenAI tingendola di black humor, ma che scena dopo scena cade sempre più nel drammatico. L'argomento, strettamente attuale, ha reso difficile anche la realizzazione stessa del film, che rischiava di essere incompleto perché, magari, alcuni dettagli, alcune notizie emergevano giorno dopo giorno e necessitavano di essere integrate nella sceneggiatura. L'obiettivo di Guadagnino è quello di far riflettere sulla possibilità che questo strumento possa restare nelle mani degli interessi di poche e potentissime persone.

Artficial, infatti, attraversa circa vent'anni di storia dell'intelligenza artificiale, entrando nelle vite di chi ha iniziato a lavorarci quando ancora sembrava un esperimento difficile da concretizzare. Il film, infatti, torna parecchio indietro, nel 2003 quando Ilya Sutskever, che qui ha il volto di Yura Borisov, un talentuoso e giovanissimo matematico, vola a Toronto per incontrare Geoffrey Hinton, ovvero colui che ha elaborato per la prima volta le reti neurali. Il credo comune, almeno quello di è Ilya, è attenuare le sofferenze umane, attraverso la creazione di una macchina che, data la sua intelligenza, possa intervenire dove l'uomo non può. Quello che sembrava solo un progetto scientifico è diventato un vero e proprio investimento, un business, a seguito dell'arrivo di Elon Musk e, soprattutto, di Sam Altman già affermatissimo nella Silicon Valley a soli 30 anni, ed è così che nasce OpenAI come è arrivata fino ad oggi. A novembre 2023, Altman viene licenziato dall'azienda, circa 700 dipendenti minacciano le dimissioni, ma grazie all'aiuto di Microsoft, schieratosi con Altman, gli bastano tre giorni per riprendere in mano le redini della società. Il film arriva fino alle prime avvisaglie di chi teme che l'intelligenza artificiale, in un futuro non troppo lontano, porterà non pochi problemi.

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Altman, che non ha ancora visto il film, ma solo qualche spezzone ha contestato alcune scene, dichiarando che il regista abbia "drammatizzato" la storia, ma ha riconosciuto la bravura di Garfield che pare sia riuscito a riprodurre perfettamente la sua camminata. Frutto di mesi e mesi di studio, che ha permesso all'attore di portare in scena un personaggio capace di ammaliare, con il suo tono di voce, le parole, l'aspetto rassicurante, ma che in realtà ha un lato piuttosto inquietante. Artificial segue in maniera così fedele la realtà da essere stato presentato dal direttore del New York Film Festival in questo modo: "Ci troviamo già in un periodo cruciale. Dobbiamo capire come ci siamo arrivati, e il film che state per vedere ce lo mostrerà".

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