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Festival di Sanremo 2026

Il testo e il significato di Tu mi piaci tanto di Sayf a Sanremo 2026: una canzone che “è come una supposta”

Sayf farà il suo esordio tra i Big del prossimo Festival di Sanremo 2026 con la canzone “Tu mi piaci tanto” che racconta la sua Italia, usando gli stereotipi e ribaltandoli.
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Sayf a Sanremo 2026
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Sayf sarà tra i Big del prossimo Festival di Sanremo 2026 con la canzone "Tu mi piaci tanto". Il cantautore e musicista è una delle next big thing della musica italiana, un talento grezzo che in quest'ultimo anno ha cominciato a farsi conoscere, anche grazie a un successo come "Sto bene al mare" di Marco Mengoni, a cui ha collaborato assieme a Rkomi. Artista italo-tunisino, Sayf è un classe 1999 che nella sua musica porta alcuni dei temi che gli stanno più a cuore, ma soprattutto la propria identità e le proprie radici, cercando di unire le sue due culture. Per lui è la prima volta sul palco più importante della musica italiana.

La canzone – scritta da lui con la musica di Luca Di Biasi (Dibla) e Giorgio De Lauri (Jiz) – racconta della propria identità e delle pressioni che subisce, giocando con alcuni stereotipi della cultura italiana. "Corri contro il tempo, che il denaro non aspetta" canta Sayf per parlare della contemporaneità troppo veloce. Ma il cantautore genovese fa riferimenti molto noti: "L'Italia per me è quella grande azione di Cannavaro. L'Italia è tristemente nota per qualche fatto ma minimizziamo" continua il cantautore, che probabilmente fa riferimento all'azione con cui il capitano della nazionale italiana ai Mondiali 2006 fece partire l'azione per il secondo gol di Del Piero che chiuse la semifinale contro la Germania. Ma c'è anche un ribaltamento semantico dell'espressione "L'Italia è il Paese che amo" firmato da Berlusconi.

"Ovviamente, come in ogni cosa, ci sono dinamiche che apprezzo e altre che danno fastidio – ha spiegato -. Siamo sicuramente un paese incasinato, però rispetto a tanti altri nel mondo penso che sia veramente il migliore a livello di qualità della vita, di cucina, di cultura, di tutta una serie di cose. "Il mio brano è un po' come una supposta" ha spiegato Sayf ai giornalisti. Un brano stratificato, pieno di immagini e significati, che racconta della paura di non essere compresi, facendo riferimento a Luigi Tenco ("Che paura di non venire capito in questa fase di tirocinio. Tenco è morto qui vicino"). Riferimento che "sottolinea come la pressione di certi ambienti e certe dinamiche abbiano conseguenze sulla psiche di una persona. È una situazione volutamente esasperata, ma è forse la parte più personale della canzone".

Tra i versi che fanno più discutere ci sono sicuramente quelli che recitano "Ho fatto una canzonetta è un fiore su una camionetta e le botte delle piazze le dimentichiamo". La camionetta a Genova fa rima con i fatti di Piazza Alimonda con la morte di Carlo Giuliani durante gli scontri per il G8. "È un simbolo di non violenza e di pace. Significa dire: ‘Va bene, ci dimentichiamo un torto subito per andare avanti, per costruire qualcosa di positivo'. Il succo è che noi persone siamo tutti uguali, ma veniamo divisi da economia, contesti, lavoro. E finiamo per farci la guerra tra di noi senza guadagnarci niente" ha concluso il cantautore.

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