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Festival di Sanremo 2026

Il testo e il significato di Ti penso sempre di Chiello a Sanremo 2026: la fine di una relazione e l’agonia tra ricordi e vuoto

Chiello esordisce al Festival di Sanremo 2026 con la canzone “Ti penso sempre”: un ritratto del suo stato emotivo che “oscilla tra ricordi e vuoto”.
A cura di Vincenzo Nasto
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Chiello, Sanremo 2026
Chiello, Sanremo 2026
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Chiello esordisce al Festival di Sanremo 2026, nella categoria Big, al Festival di Sanremo 2026 con la canzone "Ti penso sempre". Il cantante, all'anagrafe Rocco Modello, ha scelto per la sua prima partecipazione al Festival di Sanremo un brano lontano dalle sonorità trap di inizio carriera, avvicinandosi a una dimensione cantautoriale. In questo senso, l'immaginario acido e malinconico è ben visibile anche grazie al suo storico collaboratore Tommaso Ottomano, che in passato ha collaborato con i progetti dei Maneskin e solo nell'ultima edizione con Lucio Corsi. Insieme a loro, per "Ti penso sempre", si iscrivono anche i fratelli Fausto e Saverio Cigarini e Matteo Pigoni.

"Ti penso sempre" racconta la fine di una relazione che ha interessato il protagonista del brano, che fin dall'inizio rifiuta l'idea della scomparsa del proprio partner. Viene sottolineato in alcuni passaggi come le bugie abbiano alterato la natura della relazione, ma solo in un senso con Chiello che canta: "Ma almeno non ti ho detto una bugia, a cosa serve il tuo odio se la colpa è solo tua". Il senso di malessere culmina nelle parti finali, in cui compare il senso di agonia, descritto così: "Pensi sia stato uno sbaglio, lasciami sciogliere nell'agonia, non meritavo uno schiaffo, mi hai messo in bocca un'altra tua bugia".

Estratto dal testo "Ti penso sempre"

Mi piacerebbe dirti
Che non ho pensato a te
È che non riesco a svegliarmi
E sapere che oramai non ci sei
Poi questo fottuto letto
Che non mi sembra fatto per due
Avevi detto che ero l'unico
Ed io ci avevo quasi creduto

Ti penso sempre
Voglio disinnamorarmi
E non è rimasto niente
Solo una scheggia di noi due

Pensi sia stato uno sbaglio
Venire sotto casa tua?
Non ho trovato il coraggio
Di dirti quello che ho fatto
Ma almeno non ti ho detto una bugia, una bugia
A cosa serve il tuo odio se la colpa è solo tua?

Ti pеnso sempre
Voglio disinnamorarmi
E non è rimasto nientе
Solo una scheggia di noi due

Quindi amarsi a cosa serve
Se finiamo per odiarci?
Quanto tempo che si perde
A dirsi: "Ti amo" e dopo "Addio"
Pensi sia stato uno sbaglio
Lasciami sciogliere nell'agonia?
Non meritavo uno schiaffo
Mi hai messo in bocca un'altra tua bugia
Lasciami sciogliere nell'agonia, nell'agonia

Parlando ai microfoni di RaiPlay, l'artista ha fornito la chiave di lettura autentica del brano, descrivendolo come una fotografia del suo stato emotivo: "Rappresenta un'oscillazione tra ricordi e vuoto, sono dei pensieri frammentati. Ho capito fosse la canzone giusta perché era la meno distorta e ho deciso di portarla a Sanremo". Infine, riguardo al suo esordio in gara sul palco dell'Ariston, Chiello ha confessato le sue sensazioni a caldo: "Sto vivendo bene la mia prima esperienza a Sanremo, magari un po' di paura, ma sto cercando di far prevalere il coraggio".

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