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Festival di Sanremo 2026

Carlo Verdone celebra Sal Da Vinci: “Nel 1985 eri un ragazzetto, oggi Troppo Forte sei tu”

Nel suo profilo, Verdone ha ricordato l’esperienza condivisa sul set di Troppo Forte, film degli anni Ottanta diventato  un piccolo classico della sua filmografia: “Si presentò un ragazzetto col papà, già con un atteggiamento da professionista”.
A cura di Andrea Parrella
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La vittoria di Sal Da Vinci al Festival di Sanremo 2026 ha acceso l’Ariston, ma anche la memoria. A riaccenderla è stato Carlo Verdone, che con un post sui social ha voluto celebrare il trionfo del cantante riportando tutti indietro di quasi quarant’anni, a quando Sal Da Vinci era molto più che una voce: era un volto, un personaggio, un complice di Oscar Pettinari.

Le parole di Verdone per Sal Da Vinci

Nel suo profilo, Verdone ha ricordato l’esperienza condivisa sul set di Troppo Forte, film degli anni Ottanta diventato  un piccolo classico della sua filmografia. Nel lungometraggio, Sal Da Vinci interpretava uno degli amici del protagonista, coinvolto nella mitologica corsa clandestina in moto che avrebbe dovuto risolvere i problemi economici di Oscar, stretto dai debiti e da sogni più grandi di lui. Nel post, Verdone scrive:

Era il 1985, stavo facendo il casting di "Troppo forte".E mancava il ruolo del più giovane del gruppo, l' unico che mi avrebbe voluto bene senza mai prendermi in giro. Si presentò un ragazzetto col papà. Venivano da Napoli, il padre Mario era un cantante ed attore di sceneggiate. Sal, giovanissimo, mi sembrava molto sveglio, molto educato e già con un atteggiamento da professionista. Caro Sal Da Vinci, i miei complimenti e un abbraccio sincero. Oggi Troppo Forte sei tu.

Il ricordo di Troppo Forte del 1985

Parole che restituiscono non solo l’orgoglio per il successo di un amico, ma anche la fotografia di un percorso artistico sorprendente: da giovane attore in un film cult della commedia italiana a vincitore del Festival più popolare del Paese. La traiettoria di Sal Da Vinci è una di quelle che sembrano scritte apposta per Sanremo: talento precoce, radici forti, capacità di attraversare linguaggi diversi. Nel 1986 correva in moto sul grande schermo per salvare Oscar; nel 2026 ha corso sul palco dell’Ariston, conquistando pubblico e giurie.

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