#mimanoaJulen, ‘la mia mano a Julen’. La Spagna è vicino ai genitori del piccolo caduto in un pozzo domenica a Malaga, ma ormai sono ormai ridotte al lumicino le speranze di ritrovare vivo il bimbo di due anni. La solidarietà alla famiglia Rossello sta giungendo da ogni parte del Paese, e il movimento nato con l'hastag #mimanoaJulen sui social network ne è un esempio. Un messaggio di solidarietà accompagnato dal disegno di una mano come segno di sostegno, quasi come se miracolosamente si potesse allungare fino a tirare fuori da quel pozzo, profondo 107 metri e largo solo 25 centimetri, Julen.

Purtroppo in questi giorni sono emerse notevoli complicazioni nelle già complesse operazioni di salvataggio del bimbo. Il piano originario di realizzare un tunnel orizzontale al pozzo di prospezione, è stato sospeso per l'instabilità del terreno, secondo quanto ha comunicato oggi ai media Angel Garcia, il rappresentante dell'Ordine dei Minatori di Malaga, consulente delle operazioni. Ora la nuova previsione è "di procedere con la perforazione del primo di due condotti verticali e paralleli al pozzo di prospezione, per provare a raggiungere il bambino attraverso piccole gallerie orizzontali", ha spiegato Garcia. I soccorritori comunque lavorano senza freni giorno e notte. "Speriamo di salvarlo entro lunedì", sostengono i minatori. "Non ci fermeremo nemmeno un minuto. Nessuno di noi dubita che riusciremo a tirare fuori il piccolo da laggiù", aggiunge Maria Gomez, sottodelegata del governo a Malaga.

La speranza è che Julen possa trovarsi in una cosiddetta bolla d’aria e che quindi riesca a respirare nonostante la montagna di terra che impedisce ai soccorritori di arrivare a lui. "Finora sono stati estratti dalla collinetta migliaia di metri cubi di terra", hanno fatto sapere i soccorritori. E un’ulteriore preoccupazioni arriva dalle piogge previste nei prossimi giorni che finirebbero per rallenterebbero ulteriormente le operazioni di salvataggio.