“Sono stufa di essere insultata”: il dramma di Rachel, la mamma con la pelle da coccodrillo

A cura di I. A.
Rachael Reynolds, 31 anni (Facebook).
Rachael Reynolds, 31 anni (Facebook).
Rachael Reynolds ha eredito dal padre una rara malattia, conosciuta come neurofibromatosis tipo 1, che rende la sua pelle simile a quella di un coccodrillo: “Sono sepolta viva in casa mia, la gente per strada mi guardava disgustata. La mia forza è la mia famiglia e spero che i miei figli non vivano il mio stesso calvario”.

Ha deciso di barricarsi in casa per non essere costretta a subire gli sguardi e gli insulti della gente. Sepolta viva per sfuggire al mondo esterno, senza alcun contatto, neppure verbale. Ha fatto il giro del mondo la storia di Rachael Reynolds, 41 anni e residente a Huddersfield, in Inghilterra, oltre che mamma di quattro bambini, affetta da neurofibromatosis tipo 1 (NF1). Si tratta di una malattia rara che ricopre tutto il corpo di bolle, rendendo la pelle simile a quella di un coccodrillo. Non solo il viso, ma anche la schiena, le gambe e le braccia. La donna ha ereditato dal padre questa patologia, ma le prime manifestazioni sono apparse durante il periodo dell'adolescenza. Inizialmente, Rachael è riuscita a nasconderla, ma con il passare del tempo è diventato sempre più difficile, soprattutto dopo le gravidanze, che hanno acuito il disturbo. I trattamenti laser ai quali si è sottoposta si sono rivelati solo un palliativo.

"Le persone mi guardano e provano disprezzo nei miei confronti – ha raccontato la donna al quotidiano britannico Daily Mail -. Per questo ho deciso di restare chiusa tra le mura di casa. Sono stanca degli insulti e delle occhiatacce. Mi chiamavano sempre brutta brufolosa". Rachel ha anche raccontato di aver subito molte prese in giro e di essere sempre guardata con disgusto dai passanti, una situazione che per lei è ormai diventata insopportabile. E ora teme che la malattia possa essere trasmessa ai suoi figli, proprio come è successo a lei: "Io non voglio che loro vivano il mio stesso calvario. Loro sono il mio sostegno, insieme a mio marito Mike". Nonostante il suo scoramento non vuole però arrendersi e ha creato una pagina Facebook sulla malattia per poter permettere a chi ne soffre di confrontarsi e farsi forza. "Sono diventata un po' paranoica – ha concluso -. Ma credo anche tutti questi insulti mi abbiano reso una persona migliore. La cosa peggiore è che ne risente tutta la mia famiglia. Ma i suoi bambini, James di 16 anni, Siobhan di 11 e Logan di 6, sono fieri di lei: "È ingiusto che nostra madre sia trattata così – hanno detto – perché tutte le mamme sono uguali".

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