Pakistan, adolescente denuncia il padre: “Mi ha sparato perché rifiuto il matrimonio combinato”
Lei si chiama Saba Maqsood ed è una ragazza pakistana protagonista di una terribile storia di violenza. Dopo essersi rifiutata di sposare l'uomo che il padre voleva imporle è stata agredita da suoi genitori, dal fratello e dagli zii, che – disonorati per la disobbedienza – le hanno sparato e poi l'hanno gettata in un canale, convinti che ormai la giovane fosse morta. In realtà la 18enne è riuscita a sopravvivere ed ha denunciato tutto alla polizia: ora è ricoverata all'ospedale di Hafizabad, nella provincia del Punjab. Agli agenti, al momento della denuncia, ha raccontato che i proiettili l'hanno raggiunta alla mano e al volto. Svenuta, i genitori l'hanno presa e chiusa in un sacco, quindi gettata in una profonda scarpata, convinti che così ne avrebbero fatto sparire completamente le tracce.
In fondo alla scarpata ad attendere Saba c'era un fiumiciattolo. Ma, soprattutto, c'erano delle persone che, vedendo quel sacco, si sono insospettite, l'hanno aperto e con grande stupore hanno trovato all'interno la diciottenne, traendola in salvo. La ragazza ha raccontato: "Sono stata torturata da mio padre, mio fratello e i miei zii. Poi hanno preso una pistola e mi hanno sparato". Secondo molte famiglie conservatrici pakistane è molto disonorevole – per una donna – innamorarsi e scegliere liberamente il proprio marito, rifiutando i matrimoni combinati dalle famiglie dello sposo e della sposa.