Ha lasciato morire di fame e stenti i suoi tre figlioletti più piccoli di appena pochi mesi abbandonandoli al loro destino in una casa degli orrori piena di escrementi e sporcizia, per questo è stata arrestata e processata ma la 35enne statunitense Erika Murray è stata assolta dall'accusa di omicidio di secondo grado. La donna era stata arrestata a Blackstone, nello stato del  Massachusetts, nell'agosto 2014, quando la polizia ha scoperto quella che è stata definita una vera e propria casa degli orrori. In quell'abitazione sudicia furono ritrovati i corpicini di tre bimbi: un neonato con la placenta ancora attaccata con accanto la carcassa di un cane morto, un altro neonato nascosto in un  armadio e un bimbo un po' più grande  completamente vestito e col pannolino ma in stato scheletrico.

Nei giorni scorsi una delle due accuse di omicidio contro di lei per i due neonati è stata archiviata perché nessuna perizia dei medico legale ha potuto determinare se il bambino fosse nato vivo o morto. L'altra accusa di omicidio contro di lei è stata archiviata all'inizio di questo mese per lo stesso motivo. La donna invece non è mai stata accusata della morte del terzo bambino per il quale invece è stata condannata per abusi e lesioni. Secondo i giudici la donna soffre di deficit cognitivi e disturbo della personalità che l'hanno portata a mettere in moto meccanismi così disastrosi ma non era consapevole di quanto fosse diventata grave la situazione. La donna ha anche un altro figlio più grande con il compagno e pare che la coppia non fosse in grado di sostenersi economicamente ma nessuno è intervenuto.