Lettera a Riina: “Chiudi la bocca e ricorda che i tuoi familiari sono liberi”

A cura di D. F.
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La missiva porta la firma della Falange Armata e non è mai arrivata nella cella del boss corleonese. Si conclude con: “Per il resto stai tranquillo, ci pensiamo noi”.

"Chiudi quella maledetta bocca e ricorda che i tuoi familiari sono liberi". E' il contenuto di una lettera minatoria recante la firma "Falange Armata" e destinata nientemeno che al boss di Cosa Nostra Totò Riina, detenuto all'interno del carcere milanese di Opera. La missiva si conclude con un altro messaggio inquietante: "Per il resto stai tranquillo, ci pensiamo noi". La lettera, secondo quanto riportato da La Repubblica, non sarebbe mai arrivato nelle mani di Riina ma sarebbe stata intercettata dall'amministrazione penitenziaria, che l'ha poi spedita alle procure di Palermo e Caltanissetta (ma anche a quelle di Firenze e Roma) in questo periodo impegnate a decifrare le dichiarazioni del capomafia, da mesi intercettato e al centro della massima attenzione per le minacce rivolte a Nino Di Matteo, procuratore capo di Palermo che sta indagando sulla trattativa Stato-mafia. Sulla fondatezza delle minacce rivolte a Riina Franco Roberti, procuratore della Direzione Nazionale Antimafia, ha affermato che la lettera "non è verificata". L'uomo ha aggiunto: "Lo apprendo da giornali oggi – ha aggiunto – e lo stiamo verificando".

La Falange Armata è la sigla che dal 1992 al 1993 rivendicò gli attentati ai centralini delle agenzie stampa. Di essa si stanno occupando in questi mesi i magistrati Nino Di Matteo, Roberto Tartaglia, Francesco Del Bene e Vittorio Teresi nell'ambito del processo sulla trattativa Stato-mafia.

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