Tigri uccise e macellate per intrattenere i ricchi locali in una cittadina del Sud della Cina. È questa l’ultima “moda” scoperta dalla polizia di Zhanjiang, nel Guangdong. Almeno dieci tigri sono state ammazzate nel corso di una o più feste private organizzate per allietare il soggiorno dei potenti locali. La polizia ha recuperato anche il corpo di una delle tigri che era stata appena massacrata, insieme con altri prodotti realizzati impiegando parti del corpo dei felini. Secondo quanto ricostruito, gli animali venivano uccisi e poi i resti, pregiatissimi nella medicina tradizionale, venivano venduti a 2000 euro al chilo tra i presenti. La mattanza è avvenuta, riferisce la stampa locale, davanti a un pubblico di potenti: l’ipotesi è che, uccidendo le tigri, qualcuno abbia voluto mostrare a tutti la sua ricchezza.

Tigri stordite e poi sgozzate – La polizia cinese ha riferito anche che un macellaio, che per tentare di sfuggire all’arresto è rimasto ucciso, aveva eliminato almeno dieci animali. Dopo la scoperta dei macabri riti, la polizia ha proceduto all'arresto di una quindicina di persone. Si tratta di coloro che avevano partecipato alle feste e avevano comperato carne e ossa degli animali messe all'asta. Secondo le indagini, le tigri venivano stordite con scosse elettriche e poi sgozzate.