“Fegato e polmoni di feto sono i più richiesti”. Bufera su associazione abortista USA

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Planned Parenthood è finita al centro di uno scandalo per le affermazioni fatte da Deborah Nucatola, la direttrice dei servizi medici.

Lei si chiama Deborah Nucatola ed è la direttrice dei servizi medici di Planned Parenthood, organizzazione che fa azione di lobby negli Stati Uniti in favore della legislazione abortista, dell'educazione sessuale, e contro la libertà all'obiezione di coscienza. La donna è finita al centro di uno scandalo per un video che la ritrae mentre discute con due finti inviati di una società di ricerche biomediche, ma in realtà attivisti antiabortisti, ai quali dice: "Fegato e polmoni di feto sono i più richiesti". Il video è stato girato di nascosto per conto Center for Medical Progress: la dottoressa e i finti biomedici discutono in merito all'ottenimento tessuti fetali a scopo di ricerca e degli eventuali costi del servizio.

Il Center for Medical Progress ha quindi pubblicato il video su Youtube sollevando uno scandalo e sostenendo che Planned Parenthood viola la legge "vendendo organi di feti abortiti". In realtà nel video Deborah Nucatola non fa nessuna affermazione esplicita in tal senso, ma nella conversazione con i due attivisti dichiara che "Planned Parenthood è molto, molto attenta" a evitare di dare questa impressione e si limita a farsi rimborsare eventuali costi sostenuti, "ad esempio per spedire i tessuti".

I toni mantenuti dalla Nucatola sono comunque bastati a scatenare polemiche politiche, con i Repubblicani che hanno usato il contenuto del video per rintuzzare un vecchio dibattito sull'uso di tessuti fetali derivati da aborti e la polemica sulla possibilità di mettere l'interruzione volontaria di gravidanza al bando dopo la ventesima settimana. Dal canto suo Planned Parenthood ha precisato che il filmato non rappresenta con accuratezza le attività dell'organizzazione e ha smentito con decisione le accuse di aver vendo tessuti fetali: "A volte alle donne che chiedono di donare organi cerchiamo di venire incontro applicando i più alti standard etici e legali. Non ci sono benefici finanziari, ne' per il paziente ne' per l'organizzazione".

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