Simone Pillon, senatore della Lega e autore del controverso disegno di legge sul quale il governo ancora non ha trovato una soluzione, è tornato a parlare proprio della sua proposta in un colloquio con il Messaggero. "Sono sicuro che troveremo un accordo con gli amici grillini, troveremo un'intesa, ma non ritirerò il ddl – ha raccontato Pillon sulle pagine del quotidiano romano, confermando che – come ha detto anche Matteo Salvini a Como, dopo il congresso della famiglia a Verona, si parte dal testo del mio ddl". Il senatore del Carroccio ha sottolineato di aver sempre visto il suo disegno di legge "come un punto di partenza che fa parte del contratto ed è migliorabile". Le polemiche proseguono nella maggioranza sulla questione famiglia, con il vicepresidente del Consiglio Luigi di Maio che ha confermato ai nostri microfoni "il ddl Pillon così non passerà mai" e il sottosegretario grillino Vincenzo Spadafora che si è schierato più volte contro il disegno di legge sull'affido condiviso.

Nel colloquio il senatore del Carroccio risponde anche all'accusa di misoginia: "Dicono che io ce l'abbia con le donne: io voglio solo equilibrare il ruolo della mamma con quello del papà nel caso di dolorose separazioni. Spesso si tratta di automatismi, altre volte un po' meno: dunque è giusto intervenire". Pillon non teme neanche la possibile condanna a due anni e mezzo per diffamazione aggravata, con una multa di 200.000 euro, che potrebbe arrivare dal tribunale di Perugia per aver distorto il significato di alcuni volantini distribuiti in un liceo che sponsorizzavano un incontro sul "bullismo omofobico".

Simone Pillon appare tranquillo nonostante le critiche e si confida ai taccuini del quotidiano romano: "Semplice, tutte le mattine mi ritaglio trenta minuti di preghiera. Lo consiglio a tutti, la giornata parte meglio".