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Tavolara, Ostuni, Cortina: nei giorni di caldo record dovremmo ripensare al rapporto con il pianeta

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"Caldo record", "ondata di caldo", "canicola". Ci sono diversi modi per raccontare quello che ci sta accadendo in questi giorni attorno a noi, spesso il giornalismo lo fa male perché riduce a un problema dei giorni di picco che si perde nel resto dell'anno, come se la crisi climatica sparisse.

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Eppure c’è una domanda di fondo che dovremmo porci ogni mattina, guardando i termometri delle nostre città che aggiornano, quasi quotidianamente, i record storici delle temperature: per quanto tempo ancora possiamo permetterci di ignorare la realtà? Mario Tozzi lo ha ribadito con chiarezza: negare la crisi climatica in atto è un esercizio di cecità ideologica che non cancella i dati fisici. Eppure, la sensazione è che mentre gli indicatori ambientali segnalano il superamento dei livelli di guardia, le priorità politiche ed economiche vadano esattamente nella direzione opposta. Ci muoviamo dentro una contraddizione strutturale che rischia di portarci dritti contro il muro dell'irreversibilità ecologica.

La domanda, allora, diventa politica ed economica: di fronte a scenari termici che imporrebbero di ridisegnare radicalmente gli spazi urbani e ridurre l’impatto antropico, qual è la risposta dei decisori pubblici?

Il modello Sardegna e la deroga via Zes

La risposta sta nelle dinamiche di gestione del territorio e nell'allocazione dei flussi finanziari. Prendiamo il caso della Sardegna, a Cala Finanza. Lì, per sbloccare il mega-resort di lusso "Tavolara Bay" legato a capitali brasiliani, il Consiglio dei ministri ha utilizzato la normativa della Zes Unica (Zona Economica Speciale) per superare i vincoli paesaggistici, ignorando il parere negativo del ministero della Cultura e l’opposizione della Regione. C'è voluta la revoca della delibera da parte del Comune e una forte mobilitazione locale per costringere l'esecutivo a una marcia indietro strategica. Ma la domanda resta aperta: com'è possibile che la tutela di un'area protetta venga derubricata a mero ostacolo amministrativo in nome del turismo d'élite?

Ostuni e l'attrazione di capitali speculativi

Lo stesso schema procedurale si riproduce a Ostuni, in Puglia. Anche qui, i meccanismi di semplificazione burocratica centralizzata sono stati impiegati dal governo per dare il via libera a un altro insediamento alberghiero di lusso, finanziato in questo caso da investitori israeliani, su una costa già fragile. È un modello economico preciso: si centralizzano le decisioni urbanistiche per favorire l'afflusso di capitali esteri, accelerando la cementificazione proprio mentre i territori avrebbero bisogno di piani di adattamento e di de-pavimentazione.

Cortina e l'economia estrattiva d'alta quota

E poi c'è la montagna. Nei giorni in cui i ghiacciai fondono a ritmi senza precedenti e lo stress idrico colpisce le vette, l'analisi dei flussi finanziari pubblici ci dice che nel solo 2026 la Fondazione Milano-Cortina ha già incassato 241,5 milioni di euro pubblici. Risorse enormi concentrate sulla logica dei grandi cantieri e del potenziamento impiantistico in contesti alpini dove il manto nevoso si riduce sistematicamente.

Il costo del ritardo

Tavolara, Ostuni e Cortina non sono casi isolati, ma i sintomi di un'unica scelta di fondo. Ci dicono che la governance pubblica preferisce finanziare e tutelare l'economia estrattiva, la privatizzazione delle risorse e il consumo di suolo, piuttosto che pianificare la transizione e la sicurezza climatica dei cittadini. Ma continuando così, la domanda non è più se il sistema reggerà, ma quanto ci costerà, in termini sociali e ambientali, questo ritardo nel ripensare radicalmente il nostro rapporto con il pianeta.

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Il podcast daily di Valerio Nicolosi per Fanpage.it: ogni mattina alle 7, una finestra sul mondo per capire cosa davvero sta accadendo. Politica estera, conflitti internazionali, migrazioni, politica interna e tematiche sociali raccontate dal giornalista con chiarezza e approfondimento. Con la voce di esperti e reportage direttamente dal campo - Palestina, Ucraina, Mediterraneo, Africa, Stati Uniti, America Latina e molto altro - SCANNER porta le storie dove accadono, per offrirti ogni giorno un’informazione completa, immediata e dal vivo.

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