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Da anni parliamo di sicurezza, è diventata un'ossessione di diversi governi, soprattutto di questo. Decreti su decreti, campagne elettorali che cavalcano le emergenze (altra parola che va tanto di moda) ma che declinano la sicurezza nello stesso modo: repressione del dissenso e ricerca del nemico.
Il nemico, quello reale, invece ce lo siamo coltivato in casa: il clima. Decenni di studi pubblicati, appelli lanciati e grida inascoltate. Tutto in nome del profitto di pochi ma a discapito degli altri, il 99%.
L'Europa brucia
Oggi l'Europa brucia: a Parigi gli ospedali sono al collasso, in Spagna ci sono decine di morti e noi stiamo boccheggiando nelle città e fuori. Capanna Margherita, il rifugio montano più alto d'Europa a 4550 metri, ha registrato per due giorni consecutivi la massima di 2°C, un record.
Oggi lo zero termico è a 4580 metri, questo vuol dire che il ghiacciai continueranno a sciogliersi a ritmi sempre più veloci.
Non è "solo" l'estate, non cadiamo nel tranello dei negazionisti. In Italia nel 2024 si sono registrate migliaia di morti: circa 7.000 secondo il rapporto Lancet Countdown on Health and Climate Change 2025 e il 72% delle giornate di "ondate di calore" e quindi allerta rossa, non si sarebbero verificate senza il cambiamento climatico.
Ci sono anche i danni e le vittime collaterali: sempre secondo lo stesso rapporto annualmente in Italia muoiono circa 1.000 persone per aver inalato i fumi degli incendi boschivi.
Repressione e disparità sociale
Potrei andare avanti con numeri ed esempi ma voglio fare un passo indietro: ve lo ricordate Nardella che insegue gli attivisti per il clima che usavano la vernice contro i monumenti? Ve li ricordate gli automobilisti arrabbiati contro i giovani di Extinction Rebellion perché sarebbero arrivati con 15 minuti di ritardo al lavoro? O il decreto sicurezza che introduce la galera per chi fa un blocco stradale?
Tra qualche decennio quel quarto d'ora non varrà nulla, il nostro pianeta invece sì, ma sarà troppo tardi.
Repressione quindi nei confronti di chi in questi anni ha provato a dirci: "fermatevi, è tardi ma qualcosa si può fare". Al tempo stesso si attaccava "l'ideologia green" mentre la disparità tra inquinamento dei ricchi e quello del resto del mondo è sotto gli occhi di tutti: in questi giorni Gianni Infantino, presidente della FIFA, sta viaggiando per gli Stati Uniti con un jet privato per non perdersi una partita. Ogni giorno Infantino solo con questi spostamenti inquina quanto 50 persone medie inquinano in un anno.
Oggi Scanner parte da qui.