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Ricordate le leggi Ciriami, Cirielli, il lodo Alfano o addirittura, per fare un grande passo indietro, il decreto Biondi?
Erano tutte leggi cosiddette ad personam, pensate per evitare che Berlusconi fosse processato o condannato. Fanno parte, partendo dal decreto Biondi del 1994, ovvero da quando Silvio Berlusconi per la prima volta è diventato Presidente del Consiglio, di una stagione politica che ha visto uno scontro frontale e duro tra magistratura e politica, soprattutto la politica legata alla destra e a Silvio Berlusconi.
Tutta quella fase politica, quella delle norme ad personam, delle opposizioni che sono state fatte contro quelle leggi, i ricorsi alla Corte Costituzionale e alla Consulta perché erano leggi scritte e cucite addosso alla figura del capo della destra liberale italiana, oggi sembra un timido e sbiadito ricordo rispetto a quello che sta avvenendo.
Oltre il berlusconismo: un nuovo modello di società
Analizzando il tutto senza nostalgie del periodo berlusconiano, quello che sta avvenendo oggi non è solo la ricerca, la scrittura e l'approvazione di leggi in Parlamento che scagionano un leader per i suoi interessi personali o per le sue aziende. Oggi c'è un progetto di società molto chiaro: quello del Far West, della barbarie e della legge della giungla.
Un sistema dove se insegui dei rapinatori fuori dal tuo negozio e spari uccidendoli, diventa normale. L'episodio non è stato a sangue freddo, tanto che i giudici hanno riconosciuto le attenuanti della forte rabbia di Mario Roggero in quel momento.
Quel gesto oggi è considerato qualcosa da premiare, tanto più che il Vicepresidente del Consiglio Salvini si reca più volte all'interno del carcere per far visita al gioielliere, che nel frattempo aveva spostato 50.000 euro in Tunisia.
In un'intervista delle scorse ore la moglie parla di barbarie per la condanna, dichiarando che il marito ha sempre lavorato, come se fosse un'attenuante.
Ma la barbarie è inseguire delle persone e sparare loro alle spalle per ucciderle, per poi fare un video social prima di consegnarsi al carcere per rivendicare tutto questo.
L'uso politico delle istituzioni e la giustizia piegata
Si passa così a un altro punto fondamentale: l'uso dell'istituto della grazia ad personam. Basandosi su un fatto che non può prevedere la grazia, perché questa, come ha ricordato il Quirinale nei giorni scorsi al Ministro della Giustizia, deve essere concessa dal Presidente della Repubblica e soprattutto deve prevedere una redenzione, l'idea di aver sbagliato.
Mario Roggero rivendica tutto questo e chi lo sta sostenendo politicamente lo fa insieme a lui.
Questo non significa difendere i rapinatori: quello era un crimine, ma la risposta deve essere proporzionata.
Forti con i deboli, deboli con i forti
Oggi siamo davanti a un piano molto chiaro: utilizzare la giustizia per un proprio tornaconto non personale, ma utile a cambiare un sistema valoriale.
La conferma è arrivata dal Parlamento, dove si votava per l'utilizzo delle chat tra Andrea Delmastro Delle Vedove, ex sottosegretario alla Giustizia di Fratelli d'Italia nonché ex avvocato di Giorgia Meloni, e i suoi soci di Bisteccherie d'Italia, ovvero dei prestanome della Camorra legati al clan Senese.
Il Parlamento a maggioranza ha negato l'utilizzo di quelle chat, confermando l'idea di un cambio di sistema valoriale che piega la giustizia a questo nuovo principio: Forti con i deboli, deboli con i forti.
Quando si parla di essere forti contro i deboli, parliamo dei diversi: delle persone fermate in strada, picchiate o uccise durante un controllo; dei decreti sicurezza fatti ad hoc contro i cosiddetti maranza, concepiti per colpire chi viene percepito come diverso all'interno della nostra società.
Oggi Scanner parte da qui.