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La crisi climatica dovrebbe essere la vera emergenza in Italia, la priorità della politica.
Ma avete sentito il governo pronunciarsi? L'unico colpo battuto dai ministeri è stato lo scontro con l'OMS, l'Organizzazione Mondiale della Sanità, per contestare i dati sui morti in Italia a causa del caldo torrido, il tutto mentre arrivava la notizia di un uomo di 55 anni morto durante la raccolta delle angurie.
L'uomo era marocchino, Tahar el Haddad, e quindi la notizia è passata in secondo piano: lui è una vittima collaterale del modello della nostra agricoltura, il famoso Made in Italy che si basa sullo sfruttamento della manodopera straniera.
Anche oggi parliamo di una giornata da bollino rosso, ovvero temperature estreme soprattutto nelle grandi città. Qualcuno dal governo ha proposto lo smart working come misura per evitare gli spostamenti con mezzi pubblici o privati?
Avete sentito di proposte e finanziamenti per rendere le città meno ostili?
Avete sentito qualcuno del governo patriottico e sovranista che si è espresso sulla tutela delle Alpi?
Io no.
Anche oggi lo zero termico è altissimo, tra i 4.200 e i 4.600 metri: questo vuol dire che i punti in Italia dove il ghiaccio non si scioglie sono davvero pochi, mentre gli altri ghiacciai alpini sono ai minimi termini.
Questo è il governo che ha avuto una ministra del Turismo la cui priorità era la costruzione di un eliporto per Cortina d'Ampezzo, perché secondo lei la famosa località sciistica è collegata male. Un'idea di montagna totalmente in conflitto con quello che sta avvenendo in questi giorni, dove anche oltre i 4.000 metri il ghiaccio si scioglie. In città intanto si boccheggia, ma il dibattito si è spostato sul Quirinale mentre tiene banco la legge elettorale. Insomma, la strategia non è solo negare la crisi climatica ma ignorarla, scollandosi completamente dal mondo.
D'altronde, dicono i negazionisti, in estate ha sempre fatto caldo.
Oggi Scanner parte da qui.