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25 anni di guerre inutili: così l’11/9/2001 ha distrutto la democrazia

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Tutto è cambiato in questi 25 anni: la geopolitica, il terrorismo, la paura e la percezione che abbiamo dell'altro.

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L'11 settembre 2001 la storia è ripartita, dopo un decennio in cui si pensava che gli USA fossero i padroni del mondo indiscussi, che l'Occidente capitalista avesse vinto contro il comunismo sovietico e che non avesse più rivali. Al Qaeda e Bin Laden sono entrati nelle nostre vite, così come le guerre preventive e l'idea che potessimo essere costantemente in guerra.

Il mondo diviso in due blocchi

Non che non ci fossero le guerre prima, il punto però è che c'era un blocco politico e militare alternativo che bilanciava il mondo in quella logica della sfera di influenza. Ogni tanto, in guerre che venivano definite periferiche (dove però la gente moriva lo stesso), quell'equilibrio veniva messo in discussione: Corea, Vietnam, Afghanistan, Cuba.
Tentativi di golpe, uccisioni di presidenti eletti democraticamente, guerre vere e proprie dove indirettamente USA e URSS si fronteggiavano e si testavano.
E a proposito di 11/9, quello del '73 è il giorno del golpe contro Allende organizzato dagli USA in Cile, un golpe militare contro una coalizione di sinistra e cattolica.

La guerra globale e permanente

Dall'11 settembre 2001 invece abbiamo visto guerre di occupazione durate 20 anni e che non sono servite a nulla: Afghanistan.
Guerre di occupazione fatte con il pretesto di armi di distruzione di massa mai esistite e che hanno portato tutta la regione nel caos: Iraq.
Guerre fatte con la scusa di voler liberare il popolo, salvo poi decidere che i terroristi cattivi andavano bene dopo essersi messi la giacca e la cravatta: ISIS in Siria e Iraq.
Guerre che dovevano essere lampo, ma che raccontiamo da mesi e delle quali non vediamo la fine: Iran.
Sequestri di presidenti con una sceneggiatura da Hollywood: Venezuela.

Il terrorismo per alcuni anni è stato parte delle nostre vite: Parigi, Bruxelles, Nizza, Berlino. Al Qaeda si è trasformata, l'ISIS ha spostato l'obiettivo del Jihad ramificandosi nelle seconde e terze generazioni mai integrate del tutto in Europa, mostrando i nostri fallimenti di società. La guerra che abbiamo vissuto da lontano, che ha sempre colpito altrove, si è spostata in casa nostra e ha colpito nel mucchio.
Guerre asimmetriche senza il blocco alternativo ad equilibrare l'altro, un mondo dove l'Occidente è solo contro tutti in uno stato di guerra permanente.

Il mondo di oggi, figlio di quel giorno

Il mondo che viviamo oggi, quello nel quale il diritto internazionale viene fatto a pezzi e gli Stati vanno sempre più verso regimi autoritari, arriva da quel giorno di 25 anni fa, quando gli USA sono stati attaccati come mai nella storia e la loro risposta è stata la guerra totale al terrorismo islamico, creando il caos in mezzo mondo e mandando a fuoco l'altra metà.
25 anni sono un lasso di tempo che fa passare un evento dal presente alla storia contemporanea. Chi ha un'età sufficiente per ricordare ha chiaro in mente dove fosse e cosa ha pensato guardando le Torri Gemelle in fiamme.

Difficilmente però potevamo immaginare che 25 anni dopo avremmo avuto Trump alla Casa Bianca, Putin ancora al Cremlino, il genocidio a Gaza e un'Europa in difficoltà, schiacciata dalle autocrazie.
Difficilmente avremmo immaginato che, in nome di quello scontro di civiltà, oggi si sarebbero giustificate deportazioni e pulizia etnica in Europa, coperte dal nome di remigrazione.
Ancora più difficilmente avremmo immaginato che, dopo un naufragio di una barca di migranti nel Mediterraneo, in molti potessero esultare in nome della superiorità dell'Occidente nei confronti dell'Islam.

Oggi Scanner parte da qui, da questo mondo imbarbarito.

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Il podcast daily di Valerio Nicolosi per Fanpage.it: ogni mattina alle 7, una finestra sul mondo per capire cosa davvero sta accadendo. Politica estera, conflitti internazionali, migrazioni, politica interna e tematiche sociali raccontate dal giornalista con chiarezza e approfondimento. Con la voce di esperti e reportage direttamente dal campo - Palestina, Ucraina, Mediterraneo, Africa, Stati Uniti, America Latina e molto altro - SCANNER porta le storie dove accadono, per offrirti ogni giorno un’informazione completa, immediata e dal vivo.

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