video suggerito
video suggerito
Donna e neonata morte a Villa Pamphili

Villa Pamphili, il giallo del trolley di Kaufman: forse dentro documenti e il tablet di Trofimova

Francis Kaufman, che si spacciava per un regista di nome Rexal Ford, avrebbe gettato nel Tevere il trolley con all’interno elementi utili a risolvere il caso. L’uomo, in carcere in Grecia, non ha intenzione di collaborare con gli inquirenti.
A cura di Natascia Grbic
115 CONDIVISIONI
Immagine
Attiva le notifiche per ricevere gli aggiornamenti su

Un trolley: questo gli investigatori della Polizia di Stato stanno cercando per provare a risolvere il caso della morte di Anastasia Trofimova e della piccola Andromeda, uccise probabilmente dal 46enne statunitense Francis Kaufman. Secondo chi indaga nel bagaglio, che l'uomo portava sempre con sé, potrebbero esserci non solo i vestiti di Trofimova e della bimba, ma anche il passaporto della donna e il suo tablet. E proprio il dispositivo elettronico potrebbe contenere dati sugli spostamenti della donna e, quindi, anche di Kaufman. L'ipotesi della procura è che l'uomo si sia disfatto del trolley gettandolo nel Tevere, in modo da rendere più complicata la possibilità di ritrovarlo. Da parte sua, Kaufman ha scelto il silenzio: nulla ha detto sulla compagna e su quella che molto probabilmente era la figlia. Ha solo dichiarato di non averle uccise, di voler parlare con un avvocato e con il consolato statunitense per essere estradato negli Stati Uniti. Di quella che sarebbe dovuta essere la sua famiglia, non ha chiesto nulla.

Kaufman alcolizzato e violento, segnalato più volte

Francis Kaufman è stato arrestato alcuni giorni dopo il ritrovamento dei corpi di Trofimova e di Andromeda. Da quanto emerso, il 46enne aveva costretto la compagna all'isolamento, impedendole di chiamare la madre e gli amici, e imponendole il suo stile di vita. Alcolizzato e violento, più volte era stato visto maltrattare la donna e la bambina, e più volte i passanti lo avevano segnalato alla polizia. Che però non ha fatto nulla: per loro l'uomo – che si faceva chiamare Rexal Ford e fingeva di essere un regista – era una persona facoltosa, con ‘solo il vizio di bere', e lo ha sempre lasciato andare, nonostante l'evidente stato alterato. Addirittura una donna ha riferito che un poliziotto le avrebbe dato della stalker per aver segnalato l'uomo e averlo seguito fino all'arrivo degli agenti, in modo da non perderlo di vista.

115 CONDIVISIONI
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views