Villa Pamphili, il giallo del trolley di Kaufman: forse dentro documenti e il tablet di Trofimova

Un trolley: questo gli investigatori della Polizia di Stato stanno cercando per provare a risolvere il caso della morte di Anastasia Trofimova e della piccola Andromeda, uccise probabilmente dal 46enne statunitense Francis Kaufman. Secondo chi indaga nel bagaglio, che l'uomo portava sempre con sé, potrebbero esserci non solo i vestiti di Trofimova e della bimba, ma anche il passaporto della donna e il suo tablet. E proprio il dispositivo elettronico potrebbe contenere dati sugli spostamenti della donna e, quindi, anche di Kaufman. L'ipotesi della procura è che l'uomo si sia disfatto del trolley gettandolo nel Tevere, in modo da rendere più complicata la possibilità di ritrovarlo. Da parte sua, Kaufman ha scelto il silenzio: nulla ha detto sulla compagna e su quella che molto probabilmente era la figlia. Ha solo dichiarato di non averle uccise, di voler parlare con un avvocato e con il consolato statunitense per essere estradato negli Stati Uniti. Di quella che sarebbe dovuta essere la sua famiglia, non ha chiesto nulla.
Kaufman alcolizzato e violento, segnalato più volte
Francis Kaufman è stato arrestato alcuni giorni dopo il ritrovamento dei corpi di Trofimova e di Andromeda. Da quanto emerso, il 46enne aveva costretto la compagna all'isolamento, impedendole di chiamare la madre e gli amici, e imponendole il suo stile di vita. Alcolizzato e violento, più volte era stato visto maltrattare la donna e la bambina, e più volte i passanti lo avevano segnalato alla polizia. Che però non ha fatto nulla: per loro l'uomo – che si faceva chiamare Rexal Ford e fingeva di essere un regista – era una persona facoltosa, con ‘solo il vizio di bere', e lo ha sempre lasciato andare, nonostante l'evidente stato alterato. Addirittura una donna ha riferito che un poliziotto le avrebbe dato della stalker per aver segnalato l'uomo e averlo seguito fino all'arrivo degli agenti, in modo da non perderlo di vista.