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Ultras della Lazio ucciso dal vicino, eseguita l’autopsia sul corpo di Bernabucci: 6 coltellate fatali

Secondo i primi risultati dell’autopsia eseguita ieri sul corpo di Bernabucci sarebbero sei le coltellate risultate fatali per l’ultras.
A cura di Beatrice Tominic
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Si è svolta nella giornata di ieri, sabato 21 febbraio 2026, l'autopsia sul corpo di Giovanni Bernabucci detto La Iena, l'ultras della Lazio ucciso a coltellate poco più di una settimana fa a Viterbo dal vicino di casa, dopo una lite scoppiata per una macchia di pipì di cane su una scarpa. Ad accoltellare il tifoso biancoceleste il vicino di casa, Davide Ernesti all'interno del suo appartamento. All'arrivo delle forze dell'ordine, che hanno raggiunto l'abitazione subito dopo l'allarme, il coltello utilizzato per il delitto era posato sul tavolo in cucina, ancora insanguinato.

Secondo i primi risultati degli esami autoptici sulla salma di Bernabucci, l'uomo sarebbe stato colpito con sei fendenti fatali. Ad occuparsi delle analisi sul corpo la medica legale Benedetta Baldari della Sapienza di Roma, alla quale è stato chiesto dalla pm Veronica Buonocuore di stabilire non soltanto il numero dei colpi fatali ma anche se le azioni di Ernesti fossero "oggettivamente orientate" a uccidere. Una volta ascoltato dalla pm, infatti, il killer ricordava soltanto di essere stato raggiunto nell'appartamento. Poi più niente.

I risultati dell'autopsia sul corpo di Bernabucci

L'autopsia si è tenuta ieri al Verano a partire dalle 12 per svolgere tutti gli accertamenti necessari. Fatta eccezione per qualche dato, come il numero dei fendenti fatali, la relazione definitiva sugli esami non sarà depositata prima di circa sessanta giorni, come riportato da Tuscia Web.

Nel frattempo, però, la salma sarà riconsegnata ai familiari per lo svolgimento dei funerali, previsti probabilmente a San Martino al Cimino, comune d'origine dell'ultras.

Le indagini in corso sul caso

L'omicidio si è consumato al rientro a casa di Bernabucci, dopo le 19, al termine di una giornata di liti scoppiate la mattina, dopo che il cane di Ernesti avrebbe fatto la pipì su una scarpa di Bernabucci. Quest'ultimo secondo quanto raccontato da Ernesti, avrebbe iniziato a minacciare lui, la sua compagna e lo stesso cane: avrebbe mandato circa 25 messaggi vocali minacciandoli di morte qualora non si fossero liberat dell'animale. La sera, secondo quanto riportato dal killer, sarebbe stato Bernabucci a fare irruzione in casa sua armato di coltello, prendendo a calci la porta, mentre l'altro avrebbe provato a chiamare il 112 chiedendo aiuto.

Ma quando gli agenti sono arrivati per rispondere alla segnalazione, Bernabucci si trovava già a terra, in un lago si sangue.

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