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Truffa Gratta e Vinci a Roma: lavoratori scoprono biglietti vincenti e li fanno comprare ai familiari

Cinque ex dipendenti della società di Gratta e Vinci hanno creato un software per rintracciare biglietti vincenti e le rispettive ricevitorie: è lì che avrebbero indirizzavano amici e parenti.
A cura di Beatrice Tominic
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Conoscevano in anticipo i biglietti vincenti e li avrebbero fatti acquistare ad amici e parenti per una vincita garantita. Questo è ciò di cui sono accusati cinque dipendenti di una società concessionaria dello Stato per il gioco Gratta e VinciSul caso stanno indagando i militari della Guardia di Finanza di Roma dopo che la Procura Regionale della Corte dei conti del Lazio ha contestato un danno erariale superiore ai 25 milioni di euro a cinque ex dipendenti.

Come funziona la truffa: il software creato dagli ex dipendenti di Gratta e Vinci

I cinque avrebbero sfruttato le credenziali d'accesso ancora in uso per manipolare i server della concessionaria attraverso un software appositamente sviluppato: questi passaggi permettevano loro di individuare i biglietti vincenti e le varie ricevitorie nelle quali venivano smistati.

Una volta scoperti i punti vendita, gli ex dipendenti avrebbero mandato amici e parenti ad acquistare i biglietti nelle ricevitorie individuate, pilotandone così la vincita monetaria. A ricostruire il metodo utilizzato dagli ex dipendenti truffatori è stato il Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Roma sotto la direzione del Sostituto Procuratore Generale Eleonora Lener.

Truffa da oltre 25 milioni di euro: contestato il danno erariale

Ricostruiti i movimenti e la truffa, è stato contestato ai cinque ex dipendenti il danno erariale. In condizioni normali, infatti, gli importi derivanti dalla vendita dei Gratta e Vinci vengono versati dalla società concessionaria all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli: si tratta di utile erariale lordo, cioè l'importo delle riscossioni al netto delle spese, che include anche le vincite non reclamate.

In questo caso la società concessionaria dei biglietti, totalmente ignara dei fatti, ha erogato premi milionari corrispondenti ai biglietti vincenti illecitamente individuati e incassati tramite terzi. Indirettamente, quindi, i finanzieri hanno valutato "una ingiusta riduzione del patrimonio dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, poiché i premi di quei biglietti, se non fossero stati manipolati, sarebbero rimasti nelle casse dello Stato".

Oltre alla truffa il danno d'immagine

Oltre alla truffa e al danno erariale, inoltre, ai cinque viene contestato il danno d'immagine provocato all'Amministrazione pubblica a causa della vicenda. La Procura regionale ha emesso un invito a dedurre per un danno erariale complessivo di 25.067.224,00 euro nei confronti delle persone coinvolte: ma la decisione, adesso, spetta al giudice chiamato ad esprimersi sul caso.

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