Truffa da 3 milioni di euro nel Reatino: incassavano fondi Ue per l’agricoltura per terreni occupati

Avevano intascato oltre 3 milioni di euro di fondi europei per l'agricoltura dichiarando di avere a disposizione terreni agricoli che in realtà non erano loro. È quanto hanno scoperto i finanzieri del comando provinciale di Roma, al termine di un’indagine condotta dalla compagnia di Nettuno. Nei guai sono finiti due imprenditori di Rieti e Nettuno, che ora dovranno restituire tutto e pagare una sanzione da due milioni e mezzo per indebita richiesta e indebita percezione di contributi dal 2010 al 2023.
I terreni in provincia di Rieti occupati da vent'anni
I contributi arrivavano da due strumenti comunitari destinati al settore agricolo, pensati per sostenere le aziende e lo sviluppo delle aree rurali: il Feaga (Fondo Europeo Agricolo di Garanzia) e il Feasr (Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale). Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, una società reatina avrebbe presentato domanda indicando terreni agricoli come in proprio possesso, ottenendo così finanziamenti per circa 3 milioni di euro. Ma la realtà era ben diversa
Di proprietà di Ismea, un istituto pubblico che si occupa di sostenere agricoltura e allevamento, questi terreni in provincia di Rieti erano stati concessi a fine anni Novanta a un uomo di Nettuno, allevatore, che aveva sempre pagato il canone stabilito. Alla morte dell'uomo nel 2005, sono passati alla ditta individuale della figlia, che ha smesso di pagare quanto dovuto a Ismea per il loro utilizzo e di fatto li ha occupati. Da qui si apre un contenzioso civile presso il Tribunale di Roma e nel 2016 in cui viene stabilita la restituzione dei terreni allo Stato. Per ben undici volte gli ufficiali giudiziari provano a entrare per ottenere il rilascio, ma senza successo.
Sanzione da 2,5 milioni per due società
Intanto i terreni venivano utilizzati non dalla ditta individuale della donna, ma da un'altra società che li aveva presi in affitto. Questa azienda agricola di Rieti è di proprietà di un parente prossimo con vari rapporti imprenditoriali con la proprietaria. È proprio questo parente che, dal 2010 al 2023, inserisce gli appezzamenti di terra nelle domande per i contributi dell'Unione Europea. Un errore o forse una truffa andata avanti per tredici anni senza che nessuno se ne accorgesse.
Fino ad oggi, quando la guardia di finanza di Nettuno ha scoperto tutto. Ora tutti i 3 milioni di euro di contributi dovranno essere restituiti. Ma non solo. Secondo i militari, questo meccanismo ha prodotto un grave danno alle casse pubbliche, perché i fondi sono stati assegnati senza che ci fossero i requisiti necessari e nei confronti delle due società coinvolte è stata applicata una sanzione amministrativa di circa 2,5 milioni di euro per indebita richiesta e percezione di erogazioni pubbliche.