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Tredicenne bullizzata dai compagni, la madre: “Vicepreside l’ha chiusa mezzora in uno stanzino”

Secondo quanto dichiarato dalla madre della 13enne, la figlia sarebbe stata chiusa dalla vicepreside in uno stanzino mentre il naso le sanguinava dopo le botte prese.
A cura di Natascia Grbic
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Prima del naso rotto e della corsa in ospedale, ci sono stati altri episodi di bullismo di cui è stata vittima la 13enne attaccata da quattro coetanei, tre ragazze e un ragazzo. Piccoli furti, dispetti, insulti, spinte, che hanno portato la madre ad avvertire più volte la scuola di quanto stava accadendo. La donna, che si è rivolta anche al provveditorato, ha dichiarato di non aver mai ricevuto nessuna risposta né tantomeno una richiesta di incontro da parte della dirigenza scolastica. A riportare le sue parole, oggi, è la Repubblica. "L'hanno attaccata perché non parla bene l'italiano. Abbiamo vissuto dieci anni a Buenos Aires, ma siamo nate a Anzio", ha dichiarato. Gli episodi di bullismo, spiega la donna, vanno avanti da diverso tempo. "Ci sono stati anche i furti di penne, quaderni. Tutte azioni assurde e che l'hanno logorata giorno dopo giorno". Sulla chat di classe, inoltre, sarebbe stata apostrofata con epiteti come ‘zoccola' e ‘argentina di merda'.

La ragazzina già picchiata nei giorni passati

La ragazzina è stata operata al naso, e per una decina di giorni dovrà portare il gesso. Anche le compagne di classe che l'hanno aggredita sono state portate in ospedale per farsi refertare. Hanno denunciato la 13enne, dicendo che sono loro a essere state aggredite da lei. La madre ha anche dichiarato che il giorno dell'aggressione la vicepreside l'ha tenuta in uno stanzino per oltre mezzora, non chiamando l'ambulanza. "Mentre lei piangeva e le gocciolava il sangue dal naso, la vicepreside la accusava di avere aggredito per prima. Non la perdono, è stato un atto troppo grave. L'ambulanza è stata chiamata dopo un'ora". La madre della 13enne aveva provato a parlare con la vicepreside già qualche giorno fa, in seguito a un'altra aggressione. La figlia era stata schiaffeggiata. "Mi ha risposto che non ne sapeva nulla, il giorno dopo ha inviato una nota in cui ha vietato agli studenti di uscire di scuola", ha spiegato. Il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, ha chiesto che sia fatta piena luce sull'accaduto. "Piena solidarietà alla 13enne bullizzata e aggredita ad Anzio. Si faccia piena luce su cosa è accaduto, su chi sono i responsabili e chi non ha vigilato rendendo possibile questa follia. Non lasciamola sola e ascoltiamo il suo grido di dolore".

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