Tor Marancia, svastica sulla targa in ricordo di un deportato nei campi di concentramento

Una svastica è apparsa nella notte sulla targa che racconta la memoria di Giovanni Tagliavini, deportato e ucciso nel campo di concentramento di Mauthausen per motivi politici nel 1944, nel quartiere di Tor Marancia a Roma. È stata vandalizzata anche una fioriera vicina e divelti alcuni pannelli dedicati a partigiani e altre persone che avevano subito il confino durante il fascismo. "Un nuovo sfregio alla nostra storia", scrive l'associazione Parco della Torre di Tor Marancia, che ha denunciato l'accaduto.
Il terzo episodio di vandalismo sulla targa
L'istallazione che ricorda Tagliavini, abitante della borgata considerato indesiderabile dalle autorità nazifasciste a cui è dedicata anche una pietra d'inciampo, era già stata presa di mira due volte. "L’ultima volta avevano risposto i bambini e le bambine del Centro di Aggregazione Giovanile "Spazio Memoria" di Tor Marancia: pulizia, vernice, costruzione di una fioriera", continua l'associazione, che denuncia un clima generale che si sarebbe diffuso a Tor Marancia. Nella casa davanti a cui è comparso il simbolo nazista abiterebbe ancora la famiglia dell'uomo deportato.
Colpite anche le sedi di Pd e Rifondazione Comunista
"Negli ultimi mesi, sui muri del quartiere si sono moltiplicate scritte inneggianti a un passato italiano che la storia ha già condannato, frasi razziste, slogan nostalgici – continua il comunicato dell'associazione Parco della Torre di Tor Marancia -. Perché colpire la memoria? Cosa porta qualcuno a rivendicare, con una svastica, la deportazione di un abitante della borgata?". Inoltre, di recente anche le sedi del Partito Democratico e di Rifondazione Comunista avrebbero subito danneggiamenti e scritte offensive. Episodi già denunciati alla polizia.
"Colpire la memoria significa tentare di riscrivere il racconto collettivo. Significa provare a intimidire chi difende valori antifascisti e democratici", prosegue l'associazione che ricorda anche le origini storiche della borgata, sorta in maniera spontanea durante il regime fascista. "Tor Marancia, nasce come quartiere di poveri e sfrattati, persone che durante il Ventennio furono spinte ai margini della città, costrette a vivere in condizioni malsane. I prepotenti di oggi, probabilmente, avrebbero preso di mira proprio gli abitanti di quella Sciangai di ieri, e forse non avrebbero esitato a far deportare anche Giovanni Tagliavini – conclude il comunicato -. Non siamo spettatori. Non siamo neutrali. Non siamo passivi. Loro cancellano. Noi riscriviamo da capo".