Sono iniziati oggi i test sierologici su base volontaria al terminal dei bus a stazione Tiburtina. Chiunque arrivi da paesi a rischio può decidere di sottoporsi al test: in caso di positività, si procederà anche a tampone. Dopo i diversi casi di badanti provenienti da paesi dell'Est positive al coronavirus, la Regione Lazio ha varato un'ordinanza per consentire i test sierologici su base volontaria alle stazioni dei bus, e la quarantena obbligatoria per tutti coloro che provengono da paesi a rischio. Il rischio è che ci sia un rialzo di casi nel Lazio: e se la pandemia dovesse scoppiare in una città come Roma, attraversata ogni giorno da milioni di persone, non è detto che le autorità sanitarie riescano a tenerla sotto controllo. Senza contare che queste persone lavorano spesso con anziani o soggetti fragili: i primi da tutelare dal virus.

In settimana previsti 500 arrivi

"Oggi iniziamo con i test per i viaggiatori provenienti da Ucraina, Bulgaria e Ucraina – ha dichiarato l'assessore regionale alla Sanità Alessio D'Amato a Fanpage.it – C'è stato il primo pullman, nel pomeriggio ne arriverà un altro, ma soprattutto nel fine settimana e durante le ore notturne saranno qui presenti le nostre squadre di medici che eseguono i test e, in caso di positività, anche il tampone in loco". Che succede se una persona è positiva? "Viene sottoposta immediatamente a isolamento – spiega D'Amato – Anche se il test non esclude che debbano eseguire la quarantena pure le persone che vengono da Romania e Bulgaria secondo il dettato dell'ordinanza del ministero della Salute".

7 persone su 10 si sono sottoposte al test

"Quando i passeggeri scendono dal bus possono decidere di sottoporsi al test sierologico – dichiara Pierluigi Bartoletti, coordinatore Usca-R Lazio – Ci vogliono dieci minuti, dopodiché possono andare. Fino ad adesso si sono sottoposte al test 7 persone su 10 e sono risultate tutte negative. Si tratta di un servizio in più che diamo, nessuno lo ha visto come una forzatura. Anzi: i passeggeri si sono dimostrati tutti molto collaborativi". Sono 500 le persone attese questa settimana. "È un’operazione di prevenzione di sanità pubblica che si aggiunge alla quarantena a tutela di quelle Comunità provenienti dai Paesi a più alta incidenza del virus e a tutela dei nostri anziani poiché molti lavorano nell'assistenza domestica – ha spiegato D'Amato – Ad oggi il totale dei casi di importazione a Roma proviene da ben 30 Paesi e quelli a maggior incidenza sono il Bangladesh l’India, il Pakistan e la Romania".

Impennata di casi nel Lazio, 34 nelle ultime 24 ore

Oggi sono 34 i nuovi casi da coronavirus registrati nelle ultime 24 ore. Una vera e propria impennata rispetto ai giorni scorsi: 16 casi sono d'importazione, zero è invece il numero dei decessi. Tutti, tranne uno, sono nella città di Roma. Tra i pazienti positivi identificati ci sono 8 cittadini di nazionalità bengalese, 3 persone provenienti dalla Spagna, 2 dalla Romania, 2 dall'India e 1 dall'Afganistan.