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News sull'incidente a Roma tra Lamborghini e Smart

Svolta sull’incidente di Casal Palocco: la Lamborghini degli youtuber viaggiava a 124km all’ora

Secondo il gip. che ha disposto i domiciliari per il ragazzo, la Lamborghini guidata da Matteo Di Pietro, yoputuber e fondatore del canale TheBorderline, procedeva a 124 chilometri all’ora quando si è verificato l’incidente a Casal Palocco.
A cura di Enrico Tata
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Matteo Di Pietro
Matteo Di Pietro
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La Lamborghini guidata da Matteo Di Pietro viaggiava a oltre 124 chilometri all'ora quando si è verificato l'incidente a Casal Palocco. In seguito allo scontro con una Smart è morto un bambino di cinque anni. L'auto andava, quindi, a una velocità ben superiore al limite consentito su quella strada. Lo ha scritto il gip nell'ordinanza con cui ha disposto i domiciliari per il ventenne, fondatore del canale Youtube ‘The Borderline'.

Il suv di Di Pietro ha raggiunto 124km/h in 14 secondi

Di Pietro, ricordiamo, è indagato per omicidio stradale aggravato e lesioni. Stando a quanto riporta la gip Angela Gerardi, dal gps dell'auto sportiva emerge che la Lamborghini percorreva via dei Pescatori ed era diretta in via Macchia Saponara a una velocità di circa 145 chilometri all'ora. Quando Di Pietro ha svoltato su via di Macchia Saponara, alle ore 15.38, si è fermato. Su questa via la macchina ha ripreso velocità e ha raggiunto in soli 14 secondi i 124 chilometri all'ora subito prima dell'impatto con la Smart.

L'assenza di tracce di frenata, scrive il gip, dimostra che "la decelerazione improvvisa e rapidissima è stata conseguenza dell'avvistamento dell'auto in prossimità del punto in cui si è verificato l'incidente".

In ogni caso, si legge nell'ordinanza, il suv procedeva a "velocità sostenuta e comunque certamente superiore al limite massimo imposto nei centri urbani, peraltro in pieno giorno e nonostante la presenza di attraversamenti pedonali".

La testimonianza del conducente del bus: "Smart ha azionato la freccia"

La donna alla guida dello Smart, la mamma del piccolo, aveva inserito regolarmente la freccia, ha riferito l'autista del bus che passava in quel momento su via di Macchia Saponara. Il conducente ha visto la Smart che azionava "l'indicatore di direzione sinistro e avviava la manovra di svolta; ad un certo punto però veniva travolta da una Lamborghini. La manovra effettuata dalla Smart per la svolta in via Archelao di Mileto era stata molto rapida, senza esitazione, cosa che lo induceva a ritenere che la conducente della Smart non avesse visto o non si fosse accorta dell'arrivo della Lamborghini, che a sua volta non aveva tentato di frenare. Dopo l'urto, la Smart era stata trascinata per alcuni metri quindi era stata sganciata dalla Lamborghini, fermando la propria corsa a ridosso del marciapiede di destra".

Spariti i video dell'incidente, gip: "Rischio inquinamento prove"

Secondo il gip c'è il rischio di inquinamento delle prove, a causa del mancato ritrovamento all'interno della Lamboghini di due telecamere utilizzate per riprendere l'incidente (e che sicuramente erano in funzione al momento dello schianto). La personalità del ragazzo "non appare tranquillizzante, tenuto conto che la sua principale fonte di reddito sembrerebbe rappresentata proprio dalla realizzazione di video da pubblicare su siti web riferibili alla società The Borderline srl, di cui l'indagato è socio oltre che amministratore delegato e che ha già in precedenza realizzato altri video e challenge a bordo di autovetture, proponendo sfide analoghe, con il rischio di mettere in pericolo l'incolumità propria e degli altri utenti della strada".

Di Pietro positivo ai cannabinoidi, nessuna aggravante contestata

Matteo Di Pietro è risultato positivo ai cannabinoidi, ma non il pm non ha contestato alcuna aggravante in merito. Questo perché l'assunzione potrebbe essere risalente a diversi giorni prima dei fatti. In ogni caso il fatto, si legge nell'ordinanza, "rimarca ulteriormente un tratto trasgressivo dell'indole dell'indagato, che conferma il quadro sopra delineato. Si rende dunque indispensabile l'adozione di una misura cautelare che sia adeguata a fronteggiare tale pericolo di reiterazione".

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