Svolta nell’omicidio di Cristiano Molè, crivellato di proiettili nella sua auto a Corviale: 4 arresti all’alba

Svolta nell'omicidio di Cristiano Molè, ucciso a Roma nel quartiere di Corviale il 15 gennaio 2024. Altre quattro persone, sospettate di essere esecutori e mandanti del delitto, sono state arrestate all'alba dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Roma di via In Selci e dalla Squadra Mobile della Questura di Roma. In particolare, in due avrebbero fornito le armi del delitto e informato il commando che ha poi crivellato di colpi Molè nella sua auto, degli spostamenti e delle abitudini di vita dell'uomo. In auto con Cristiano Molè, la sera dell'omicidio, c'era anche un suo amico, vivo per miracolo. Due degli arrestati si trovavano già in carcere per altri reati.
La piazza di spaccio contesa a Corviale
In carcere per l'omicidio dell'uomo si trovano già dal 2024 tre persone: Manuel Severa, Marco Casamatta e Simone Di Matteo. Le indagini, coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Roma, sono state lunghe e complesse, e si sono avvalse non solo di intercettazioni telefoniche, ma anche delle dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia che hanno raccontato perché Molè è stato ucciso e soprattutto chi lo voleva morto. L’uomo, già gambizzato nel 2014, era in lotta per il controllo della piazza di spaccio di via Donna Olimpia 30, contesa con un altro gruppo criminale che ha deciso di eliminarlo. Già in passato aveva avuto problemi con la giustizia per reati legati allo spaccio, e sin da subito le indagini degli inquirenti si sono mosse in quella direzione. D'altronde, le modalità dell'omicidio, un'esecuzione in pieno stile mafioso in una strada dove erano presenti altre persone, non hanno lasciato dubbi.
Manuel Severa, un nome noto alle cronache criminali romane
Uno degli arrestati per l'omicidio di Cristiano Molè, Manuel Severa, è un nome noto alle cronache criminali. L'uomo, infatti, è uno dei sequestratori dell'imprenditore Antonello Ieffi, torturato per giorni in un appartamento su ordine di Tamara Pisnoli, ex moglie di Daniele De Rossi. Un giro criminale noto a Roma per la sua violenza e ferocia, disposto a uccidere pur di difendere i propri interessi, senza alcuna considerazione per le conseguenze giudiziarie.