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Studenti occupano l’Enzo Rossi: è la seconda scuola romana occupata in poche ore

Dopo l’Albertelli qualche giorno fa e il Visconti la scorsa notte, anche l’Enzo Rossi è stato occupato. Gli e le studenti sono entrati questa mattina e hanno calato striscioni e una bandiera della Palestina.
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A cura di Beatrice Tominic
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Gli striscioni e la bandiera della Palestina calati dalle finestre del liceo.
Gli striscioni e la bandiera della Palestina calati dalle finestre del liceo.

Contro la scuola azienda; per maggiori fondi alla scuola pubblica anziché alla guerra e per la Palestina libera. Queste le ragioni dell'occupazione di questa mattina dell'Enzo Rossi. L'occupazione è scattata questa mattina, "in continuità con la facoltà di Scienze Politiche, (occupata la scorsa settimana, ndr) e con le scuole occupata negli ultimi giorni": il liceo Albertelli venerdì scorso e il Visconti la scorsa notte.

"Abbiamo voluto prendere questa decisione coraggiosa: una protesta forte per posizionarsi politicamente rispetto a tutto ciò che sta accadendo dentro e fuori il nostro Paese", hanno scritto gli e le studenti del liceo in una nota.

"C'è già stato un incontro con la presidenza – spiega a Fanpage.it una studentessa del liceo dell'associazione Osa, Opposizione Studentesca d'Alternativa – Ma il corpo docenti è spaccato: una parte appoggia pienamente la nostra protesta. Un'altra, invece, continua a ribadire che con la nostra occupazione stiamo togliendo il diritto allo studio agli studenti. Ma non mettono in conto che stiamo organizzando corsi che ci formeranno al di sopra di quello che può fare questo modello di scuola azienda contro cui andiamo".

I motivi della protesta all'Enzo Rossi

"Protestiamo in solidarietà del popolo palestinese, massacrato, contro il sostegno del nostro governo e delle istituzioni universitarie ad Israele, contro l’occupazione del territorio palestinese che va avanti da più di 75 anni", continuano.

"Basta inviare armamenti per le guerre, come in Ucraina: servono soldi alla scuola pubblica, non investimenti nei privati. Diciamo no ad una scuola azienda e ad una scuola gabbia, promossa dal ministero dell'Istruzione  e del Merito", hanno poi concluso rilanciando l'invito alla manifestazione del prossimo 17 novembre, in occasione della giornata internazionale dello studente.

La terza scuola occupata negli ultimi 4 giorni

Ad aprire la stagione delle occupazioni scolastiche quest'anno, dopo l'occupazione lampo della facoltà di Scienze Politiche lo scorso 8 novembre, è stato il liceo Pilo Albertelli. Oltre alle tante ragioni, comuni alle altre scuole sia interne che esterne al sistema scolastico nazionale, qui gli e le studenti hanno protestato contro la presidenza.

"Quest'anno c'è stgato un netto calo degli studenti iscritti: si sono formate soltanto due classi prime. E il preside incolpa noi studenti dell'Albertelli di questo – hanno spiegato a Fanpage.it – Dice che è colpa nostra perché abbiamo denunciato situazioni inaccettabili, dagli insulti sessisti alle disciminazioni verso gli studenti disabili. Lo scorso anno sono stati in 90 a chiedere il nulla osta per cambiare scuola: non è colpa nostra. La responsabilità è di chi ha permesso che potessero crearsi situazioni così gravi nelle classi".

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