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Stefano Bandecchi rinviato a giudizio: è accusato di evasione fiscale per 20 milioni di euro

Stefano Bandecchi, il patron di Unicusano, è stato rinviato a giudizio con l’accusa di non aver pagato imposte per circa 20 milioni di euro come amministratore dell’università telematica Unicusano. L’udienza si terrà il 4 giugno.
A cura di Natascia Grbic
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Il sindaco di Terni Stefano Bandecchi è stato rinviato a giudizio a Roma con l'accusa di evasione fiscale. Secondo quanto contestato dagli inquirenti, tra il 2018 e il 2022 Bandecchi non avrebbe pagato imposte per venti milioni euro come amministratore di fatto dell'università telematica Unicusano. Oltre a Bandecchi, finiranno a processo anche altre tre persone che hanno rivestito ruoli di rilievo nella società. Si tratta di Giovanni Puoti, Fabio Stefanelli e Stefano Ranucci.

"Nessuna sorpresa, me lo aspettavo, tutto come previsto. Speriamo di poter dimostrare nel processo la nostra innocenza", ha dichiarato. All'Agi, ha poi aggiunto: "Niente di nuovo, tutto regolare: le udienze preliminari non servono a niente". La prima udienza si terrà davanti al giudice monocratico il prossimo 4 giugno.

Il sequestro conseguente all'indagine condotta dalla Guardia di Finanza risale già al 2023, quando furono sequestrati a Bandecchi beni e immobili per oltre venti milioni di euro. Secondo l'accusa, la proprietà della Università degli Studi Niccolò Cusano avrebbe destinato la maggior parte delle proprie risorse non alle attività accademiche, come didattica e ricerca, ma a iniziative di natura commerciale. In base alla ricostruzione effettuata dalla Guardia di Finanza, circa l’80% del patrimonio dell’ente sarebbe stato investito in società operanti in settori molto diversi da quello universitario: dalla compravendita immobiliare al confezionamento di prodotti alimentari, dal trasporto aereo charter fino alla gestione di centri benessere. Per chi indaga, quindi, l’attività imprenditoriale avrebbe avuto un peso prevalente rispetto alla missione istituzionale dell’ateneo.

Ad esempio la Ferrari di Bandecchi, dal valore di 550mila euro, sarebbe stata acquistata "con bonifici provenienti per almeno 200 mila euro dai conti correnti intestati all'Università". Non solo. Unicusano avrebbe "contabilizzato e sostenuto costi relativi a molteplici viaggi effettuati da Bandecchi, spesso in compagnia di familiari o di altri soggetti riconducibili a vario titolo all'Ateneo, per attività estranee a quelle istituzionali". Le mete erano varie, da Dubai a Miami. A questo si aggiungerebbero i costi di elicotteri privati per consentirgli di spostarsi e seguire le trasferte della Ternana Calcio, da lui presieduta. Costi che, per gli inquirenti, sarebbero stati sostenuti sempre dai conti universitari.

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