23 Luglio 2021
10:56

Soldi ai clan in cambio di voti, interrogato europarlamentare della Lega: “Sono estraneo ai fatti”

L’europarlamentare della Lega Matteo Adinolfi, indagato in relazione al presunto scambio elettorale politico mafioso alle elezioni amministrative del 2016 di Latina, è stato interrogato per due ore al Tribunale di Roma. Il politico ha dichiarato di essere estraneo ai fatti e di non conoscere Agostino Riccardo e Renato Pugliese.
A cura di Natascia Grbic

“Sono estraneo ai fatti, c'era una netta distinzione tra chi si occupava dell'organizzazione e chi come me è stato chiamato invece a dare un contributo nella formazione delle liste. Se c’è stato un voto di scambio io non ne sapevo niente". Lo ha dichiarato Matteo Adinolfi, l'europarlamentare della Lega indagato in relazione al presunto scambio elettorale politico mafioso alle elezioni amministrative del 2016 di Latina. Adinolfi è stato interrogato per oltre due ore dal sostituto procuratore di Roma Corrado Fasanelli e dal sostituto procuratore di Latina Claudio De Lazzaro, titolari dell'inchiesta insieme alla pubblico ministero Luigi Spinelli. Il nome di Adinolfi è stato fatto da Agostino Riccardo e Renato Pugliese, i due collaboratori di giustizia che stanno facendo tremare il mondo politico. I legali dell'europarlamentare, negano che i tre si conoscano. "Li ha riconosciuti in foto – hanno precisato i legali – quando queste sono state pubblicate sui giornali in seguito all'arresto. Ribadiamo l'assoluta estraneità del mio assistito rispetto all'accusa e depositeremo a breve una memoria difensiva".

Le indagini: soldi ai clan in cambio di voti

Un terremoto, quello che sta scuotendo Latina, agitato dai due pentiti e collaboratori di giustizia Agostino Riccardo e Renato Pugliese, che hanno fatto venire alla luce un presunto scambio elettorale politico mafioso cui sarebbe coinvolto anche l'europarlamentare della Lega. La scorsa settimana ha visto finire agli arresti domiciliari l'imprenditore del settore dei rifiuti Raffaele Del Prete e il collaboratore della Lega alla Regione Lazio Emanuele Forzan. Secondo quando emerso dalle indagini condotte dalla Polizia di Stato e dai Carabinieri del comando provinciale, Del Prete avrebbe pagato 45mila euro al clan mafioso dei Di Silvio per far avere almeno 200 voti a Matteo Adinolfi, capolista candidato nella lista ‘Noi con Salvini‘ nei quartieri d'influenza criminale del gruppo. Il clan si sarebbe anche occupato dell'attacchinaggio dei manifesti per il candidato, cercando di garantire la sua elezione nel rinnovo del Consiglio comunale di Latina del 5 giugno 2016. Punto di contatto tra il clan Di Silvio e l'imprenditore sarebbe stato proprio Riccardo Agostino (indagato anche lui in concorso nello stesso procedimento).

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