Slitta la sentenza d’appello sull’omicidio di Thomas Bricca, la mamma: “Un’attesa snervante”

Slitta al 9 febbraio la sentenza di secondo grado nel processo sull'omicidio di Thomas Bricca, il ragazzo di 19 anni ucciso con un colpo di pistola alla testa il 30 gennaio del 2023 ad Alatri, in provincia di Frosinone. I giudici della Corte d'assise d'appello di Roma hanno stabilito una parziale rinnovazione del dibattimento che vede imputati Roberto e Mattia Toson, padre e figlio, condannati in primo grado rispettivamente all'ergastolo e a 24 anni di reclusione.
Prima di emettere la propria sentenza, i giudici hanno deciso di riascoltare due testimoni e affidare una nuova perizia sulle celle telefoniche che avevano agganciato i cellulari degli imputati.
La madre di Thomas Bricca: "È un'attesa snervante"
"Non ci arrendiamo, ma è una attesa snervante perché pretendo giustizia per mio figlio", ha commentato la madre di Thomas Bricca, Federica Sabellico. "Quello che è successo è gravissimo, mio figlio aveva 19 anni e una vita davanti, i colpevoli devono pagare", ha aggiunto.
La stessa stanchezza era stata raccontata dal padre, Paolo Bricca, a Fanpage.it a novembre scorso. "Io non ce la faccio più voglio solo che questo iter giudiziario finisca presto così potrò cercare di andare avanti" aveva detto. "Qualsiasi pena riceveranno cambia poco in realtà, l'ergastolo vero ce l'ho io".
Mattia Toson, la procura ha chiesto l'ergastolo
I giudici della Corte d'assise d'appello dovranno approfondire in particolare la posizione del 25enne Mattia Toson. I pubblici ministeri hanno contestato il riconoscimento delle attenuanti generiche in virtù della giovane età e della fedina penale pulita e ribadito di ritenere l'ergastolo la giusta pena anche per lui sulla base della predeterminazione. La difesa, invece, ha provato ad ottenere una condanna per omicidio preterintenzionale o colposo anziché per omicidio volontario.
Secondo la ricostruzione dei pm, i Toson hanno agito in maniera mirata, con l'intento di colpire quelli che gli imputati definivano "i marocchini". Il bersaglio designato, però, non sarebbe stato Thomas Bricca, ma l'amico che quella sera gli era vicino e indossava un giubbino dello stesso colore.
La rissa alla base della premeditazione
Il movente, e quindi la premeditazione, sarebbe da ricercare in due risse avvenute nei giorni precedenti all'omicidio fra il Toson e la comitiva di amici di Bricca nel centro di Alatri. La sera del 30 gennaio 2023 due persone a bordo di uno scooter T-max e con indosso caschi integrali si sono avvicinate al gruppo di giovani e hanno esploso due colpi di pistola. Uno di questi ha colpito in testa il 19enne.
Mattia e Roberto Toson sono stati indicati come gli aggressori da un amico e dal padre di Bricca per le loro movenze. Inoltre ci sono i telefoni spenti all'orario dell'omicidio e un buco nelle alibi. Ma anche la testimonianza della ragazza di Mattia, che ha riconosciuto il casco bianco utilizzato dall'assassino durante l'omicidio in piazza, e la sparizione dei filmati delle videocamere di sorveglianza della casa dei nonni. Sono questi alcuni degli elementi a supporto della tesi dell'accusa. La verità giudiziaria completa, però, si fa aspettare ancora.