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Quadraro, cocaina spacciata con take away: arrestato 43enne, in casa chili di droga

La droga era pronta per la distribuzione nel quartiere: panetti già confezionati e smartphone sequestrati. L’appartamento era una centrale dello spaccio “domiciliare”.
A cura di Francesco Esposito
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La droga e gli smartphone sequestrati (foto da polizia)
La droga e gli smartphone sequestrati (foto da polizia)

Una base per lo spaccio di droga fra le mura di un insospettabile appartamento del Quadraro a Roma. Questa la scoperta della Polizia di Stato, che ha trovato ben sette chili di cocaina in casa di un uomo di 43 anni. Secondo gli investigatori, un tale quantitativo di stupefacente serviva ad alimentare lo smercio che avveniva non solo in quell'abitazione, ma in tutto il quartiere.

La perquisizione dopo una lunga osservazione

L'appartamento era da tempo sotto la lente degli agenti della squadra di polizia giudiziaria del Commissariato di Porta Maggiore, che avevano posto sotto osservazione il 43enne. L'uomo era, infatti, ritenuto un pusher "domiciliare" – cioè che vende dentro casa – anche prima dell'arresto e la sua abitazione era ritenuta una base logistica di un traffico destinato ad alimentare il mercato locale.

Si è deciso di entrare in azione dopo che gli agenti hanno intercettato l’uomo alla guida di un'auto e trovandolo in un evidente stato di agitazione. Captando questi segnali, i poliziotti sul campo hanno deciso di procedere alla perquisizione della casa. Qui l'agitazione dell'uomo è aumentata ancora, suggerendo che avesse qualcosa da nascondere.

Scoperta base di spaccio al Quadraro: sequestrati anche due smartphone

Cercando fra gli angoli della casa gli agenti hanno rinvenuto uno zaino sospetto. Aprendolo, la scoperta. Sette chili di cocaina suddivisa in panetti e involucri più piccoli marchiati con il peso della confezione. Un segnale inequivocabile che la sostanza era inserita in una filiera di distribuzione ben strutturata.

Sequestrati anche due smartphone, che si pensa possano contenere elementi utili per ricostruire la rete di contatti dello spacciatore e la modalità di funzionamento del traffico di cui era un nodo cruciale. Secondo le prime ricostruzioni, il 43enne avrebbe gestito una base dove "pesci piccoli" si andavano a rifornire, un cosiddetto "take-away".

Con tali prove indiziarie del reato di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio, l'uomo è stato arrestato e l'Autorità giudiziaria, accogliendo le richieste della procura di Roma, ha convalidato l'operato della polizia.

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