Sequestrato l’edificio di Spin Time, Roma Capitale: “Proprietà disponibile a collaborare con istituzioni”

L'edificio di via Santa Croce in Gerusalemme che ospita l'occupazione abitativa Spin Time è sotto sequestro giudiziario dopo il principio d'incendio che si è sviluppato in uno dei locali nella serata di mercoledì 29 giugno. A darne notizia è Roma Capitale con una nota che rende conto dell'incontro avvenuto in queste ore in Prefettura, mentre gli abitanti sono ancora in presidio permanente sotto lo stabile assistiti dalla Protezione Civile. Con queste premesse, lo sgombero sembra un'ipotesi sempre più concreta.
Roma Capitale: "Soluzioni che tutelino residenti e l'esperienza di inclusione"
"Nel corso della riunione sono state esaminate tutte le possibili opzioni per affrontare una situazione particolarmente complessa – scrive il Campidoglio -. Roma Capitale ha ribadito il proprio interesse a soluzioni condivise che consentano di tutelare i residenti, a partire dalle persone più fragili, e di salvaguardare l'esperienza di inclusione e solidarietà che si è sviluppata nel territorio. I rappresentanti della proprietà hanno espresso disponibilità a collaborare con le istituzioni nella ricerca di un percorso condiviso", conclude la nota.
Zevi: "Vogliamo trasformare Spin Time in un complesso di edilizia popolare"
Nel frattempo è cominciata l'assemblea cittadina convocata dalle attiviste e dagli attivisti di Spin Time, che ospita, oltre a 126 famiglie di 27 nazionalità diverse, anche numerose associazioni e collettivi. Sono centinaia le persone accorse da tanti quartieri della città. Presente anche l'assessore capitolino al Patrimonio e alle Politiche Abitative, Tobia Zevi, che ha ribadito la posizione della Giunte: "Noi crediamo che l'esperienza dello Spin Time debba essere salvaguardata. Crediamo che possa essere un modello e siamo senza parole per quanto va dicendo la destra che crede che la soluzione per chi non ha una casa sia quella di lasciare bambini e famiglie intere in strada a 40 gradi. Populismo facile".
La soluzione indicata dall'assessore è quella di trasformare il palazzo in un edificio con finalità di Edilizia residenziale popolare, un tentativo che sarebbe già stato fatto negli scorsi anni dall'amministrazione ma che non era andato avanti per la volontà del fondo proprietario di non intavolare una trattative. "Su questa opzione la proprietà deve essere d'accordo – ha aggiunto Zevi -. Inoltre l'immobile è sottoposto a due sequestri, uno per l'occupazione e uno per l'incendio. C'è un dialogo aperto". Per quanto riguarda, invece, la situazione immediata delle famiglie sgomberate, a margine dell'assemblea l'assessore ha aggiunto: "È impensabile che rientrino stanotte".
Secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa Lapresse, però, i vigili del fuoco intervenuti per domare le fiamme divampate in un locale tecnico dello stabile, nelle loro relazione, non avrebbero sancito l'inagibilità, ma avrebbero rimandato il giudizio in attesa di un'analisi più approfondita.

L'assemblea in corso a Spin Time (foto da Instagram)
L'incendio a Spin Time di mercoledì 29 luglio
Intorno alle 22 di mercoledì 29 luglio si è sviluppato un principio di incendio nel palazzo occupato di Spin Time fra via Santa Croce in Gerusalemme e via Statilia. Secondo le prime informazioni emerse, il rogo sarebbe rimasto circoscritto a un locale tecnico affacciato sul cortile interno. Il fumo è salito verso il cielo allertando anche il resto del quartiere.

I vigili del fuoco sono arrivati subito sul posto e si sono occupati dello spegnimento delle prime fiamme e della messa in sicurezza dell'area. Ma lo stabile era già stato evacuato in autonomia dalle famiglie che vivono nel palazzo occupato: "L'efficienza dell'autogestione e della comunità hanno garantito la sicurezza di tutti", hanno dichiarato da Spin Time Labs.
Spin Time: "Porte forzate e abitanti in strada"
Al momento il palazzo è ancora presidiato da agenti di polizia, vigili del fuoco e Protezione Civile, che ha portato cibo, acqua e ventilatori per le persone rimaste fuori casa e a cui non viene data possibilità di tornarci. "Possono rientrare soltanto se accompagnati dagli agenti di polizia per medicine e beni di prima necessità", fanno sapere da Spin Time.
Inoltre, secondo quanto denunciato dagli attivisti, le porte degli appartamenti sarebbero state forzate e gli alloggi messi sottosopra, "nonostante avessimo messo a disposizione tutte le chiavi necessarie, per ragioni di sicurezza che però nessuno ci ha ancora chiarito", aggiungono.