Sequestrato l’edificio di Spin Time, Roma Capitale: “Proprietà disponibile a collaborare con istituzioni”

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L'edificio di Spin Time (Lapresse)
Lo stabile di Spin Time Labs all’Esquilino a Roma è sotto sequestro giudiziario. Lo rende noto il Campidoglio.

L'edificio di via Santa Croce in Gerusalemme che ospita l'occupazione abitativa Spin Time è sotto sequestro giudiziario dopo il principio d'incendio che si è sviluppato in uno dei locali nella serata di mercoledì 29 giugno. A darne notizia è Roma Capitale con una nota che rende conto dell'incontro avvenuto in queste ore in Prefettura, mentre gli abitanti sono ancora in presidio permanente sotto lo stabile assistiti dalla Protezione Civile. Con queste premesse, lo sgombero sembra un'ipotesi sempre più concreta, mentre il presidio degli attivisti continuerà anche per la notte fra giovedì 30 e venerdì 31 luglio.

Roma Capitale: "Soluzioni che tutelino residenti e l'esperienza di inclusione"

Il tavolo indetto dal Prefetto di Roma, Lamberto Giannini, ha visto la partecipazione del Sindaco Roberto Gualtieri, di Sua Eminenza Monsignor Baldo Reina, Vicario Generale della Diocesi di Roma, del Questore di Roma Roberto Massucci, dell'assessore capitolino al Patrimonio e alle Politiche abitative Tobia Zevi e dei rappresentanti della proprietà dell’immobile, il Fondo Immobili Pubblici gestito dalla società Investire Sgr.

"Nel corso della riunione sono state esaminate tutte le possibili opzioni per affrontare una situazione particolarmente complessa – scrive il Campidoglio -. Roma Capitale ha ribadito il proprio interesse a soluzioni condivise che consentano di tutelare i residenti, a partire dalle persone più fragili, e di salvaguardare l'esperienza di inclusione e solidarietà che si è sviluppata nel territorio. I rappresentanti della proprietà hanno espresso disponibilità a collaborare con le istituzioni nella ricerca di un percorso condiviso", conclude la nota.

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L'assemblea davanti all'ingresso di Spin Time (Lapresse)

Zevi: "Vogliamo trasformare Spin Time in un complesso di edilizia popolare"

Nel frattempo è cominciata l'assemblea cittadina convocata dalle attiviste e dagli attivisti di Spin Time, che ospita, oltre a 126 famiglie di 27 nazionalità diverse, anche numerose associazioni e collettivi. Sono centinaia le persone accorse da tanti quartieri della città. Presente anche l'assessore Tobia Zevi, che, reduce dall'incontro in prefettura, ha ribadito la posizione della Giunte: "Noi crediamo che l'esperienza dello Spin Time debba essere salvaguardata. Crediamo che possa essere un modello e siamo senza parole per quanto va dicendo la destra che crede che la soluzione per chi non ha una casa sia quella di lasciare bambini e famiglie intere in strada a 40 gradi. Populismo facile".

La soluzione indicata dall'assessore è quella di trasformare il palazzo in un edificio con finalità di Edilizia residenziale popolare, sul modello di quanto già realizzato con fondi Pnrr per l'occupazione di via del Porto Fluviale. Un tentativo su Spin Time in questo senso era già stato fatto negli scorsi anni dall'amministrazione ma che non era andato avanti per la volontà del fondo proprietario di non intavolare una trattative. "Su questa opzione la proprietà deve essere d'accordo – ha aggiunto Zevi -. Inoltre l'immobile è sottoposto a due sequestri, uno per l'occupazione e uno per l'incendio. C'è un dialogo aperto". Per quanto riguarda, invece, la situazione immediata delle famiglie sgomberate, a margine dell'assemblea l'assessore ha aggiunto: "È impensabile che rientrino stanotte".

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L'assessore Zevi (Lapresse)

Gli abitanti: "Non possiamo dormire ancora per strada"

Nel corso dell'assemblea sono stati tanti gli interventi di attivisti e abitanti di Spin Time, con una sola richiesta: rientrare nell'edificio. "Stanotte abbiamo dormito per terra – ha raccontato una delle residenti – La Protezione civile ha fatto di tutto, ma gli aiuti sono arrivati solo questa mattina. Ringraziamo chi ci ha dato una mano, ma non basta. Non possiamo dormire un'altra volta per terra, sono 36 ore che siamo in piedi. Ridateci un po' della nostra dignità, quella casa, anche se è piccola, è nostra".

Al momento, per le 400 persone che vivevano nello stabile saranno ospitati in alcuni spazi associativi della zona come Polo civico Esquilino, Centro servizi per il volontariato, Centro anziani, e la palestra della scuola Di Donato, dove erano già stati distribuiti i pasti. Nel frattempo sui social è partita una catena per chiedere donazioni di casse d'acqua, indumenti e pannolini per bambini, assorbenti per le donne e altri beni di prima necessità.

Al presidio era presente anche una nutrita delegazione della Cgil per esprimere solidarietà. "Per noi Spin Time rappresenta il meglio della città – ha detto Andrea Pace del sindacato – Siamo sempre stati al fianco di questa realtà e continueremo a esserlo. Tutto quello che è stato costruito in questi anni va difeso".

Secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa Lapresse, però, i vigili del fuoco intervenuti per domare le fiamme divampate in un locale tecnico dello stabile, nelle loro relazione, non avrebbero sancito l'inagibilità, ma avrebbero rimandato il giudizio in attesa di un'analisi più approfondita.

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L'assemblea in corso a Spin Time (foto da Instagram)

L'incendio a Spin Time di mercoledì 29 luglio

Intorno alle 22 di mercoledì 29 luglio si è sviluppato un principio di incendio nel palazzo occupato di Spin Time fra via Santa Croce in Gerusalemme e via Statilia. Secondo le prime informazioni emerse, il rogo sarebbe rimasto circoscritto a un locale tecnico affacciato sul cortile interno. Il fumo è salito verso il cielo allertando anche il resto del quartiere.

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Foto dal gruppo Facebook "Sei dell'Esquilino".

I vigili del fuoco sono arrivati subito sul posto e si sono occupati dello spegnimento delle prime fiamme e della messa in sicurezza dell'area. Ma lo stabile era già stato evacuato in autonomia dalle famiglie che vivono nel palazzo occupato: "L'efficienza dell'autogestione e della comunità hanno garantito la sicurezza di tutti", hanno dichiarato da Spin Time Labs.

Spin Time: "Porte forzate e abitanti in strada"

Al momento il palazzo è ancora presidiato da agenti di polizia, vigili del fuoco e Protezione Civile, che ha portato cibo, acqua e ventilatori per le persone rimaste fuori casa e a cui non viene data possibilità di tornarci. "Possono rientrare soltanto se accompagnati dagli agenti di polizia per medicine e beni di prima necessità", fanno sapere da Spin Time.

Inoltre, secondo quanto denunciato dagli attivisti, le porte degli appartamenti sarebbero state forzate e gli alloggi messi sottosopra, "nonostante avessimo messo a disposizione tutte le chiavi necessarie, per ragioni di sicurezza che però nessuno ci ha ancora chiarito", aggiungono.

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