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“Se uscite ve damo foco”, minacce e aggressione transfobica all’associazione Gender X a Roma

Aggressione transfobica all’associazione Gender X a Roma, dove un gruppo composto da circa 10 persone ha gridato contro la sede, scappando solto dopo essersi accorti di essere ripresi.
A cura di Beatrice Tominic
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Uno dei frame del video, condiviso da Gender X.
Uno dei frame del video, condiviso da Gender X.

"Non uscite ché ve damo foco". Questo il grido di un gruppo composto da circa una decina di persone che venerdì scorso ha raggiunto l'esterno della sede dell'associazione di persone trans e non binarie Gender X, in via Augusto Dulceri a Roma, in zona Casilina. Ciò che non si aspettavano, probabilmente, è che il presidente dell'associazione, Gioele Lavalle, li stesse riprendendo con il telefonino. Su quanto accaduto è stato proprio quest'ultimo a presentare denuncia querela contro ignoti al commissariato di Porta Maggiore.

La denuncia ai poliziotti: "Non è la prima volta"

Non è la prima volta che davanti all'associazione si sono verificati episodi simili. Secondo quanto emerso, si tratterebbe di giovani di un'età fra i 16 e i 18 anni arrivati, in ogni occasione, il venerdì fra le ore 19 e le 20dando pugni alla porta a vetri anche rompendola. Un'altra volta, invece, hanno preso di mira una persona dell'associazione con così tanta insistenza da provare ad entrare.

"È evidente che questi episodi siano mossi esclusivamente da odio omotransfobico – ha fatto sapere il presidente dell'associazione – Ma la cosa più grave è che queste reiterate minacce stanno determinando uno stato di ansia e di paura tale da indurci a dover cambiare le nostre abitudini di vita ed a renderci ormai impossibile la frequentazione della sede senza enormi paure".

Il messaggio sui social

A dare la notizia dell'accaduto, sui social network, è stata la stessa associazione Gender X. "Non è la prima volta che vengono. Hanno iniziato cercando di intimidirci, dando colpi e spaccando un vetro. Le prime volte erano in due, poi sono diventati quattro, l'ultima volta si sono presentati in otto – si legge – Lo schema è sempre lo stesso, ma sta peggiorando. Danno colpi alla porta e si nascondono dietro gli angoli, scambiandosi messaggi. Non sono semplici ragazzi bulletti. Sono i figli del patriarcato fascista. Sono loro. Guardiamoli bene in faccia, non giriamoci dall'altra parte. Prendiamoci tuttx insieme la responsabilità di fermare quello che sta accadendo".

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