24 Maggio 2021
21:40

Scuola, scrutini anticipati all’8 giugno, i presidi: “Un danno per studenti e professori”

Molte scuole romane sono in tilt dopo la circolare firmata dal direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale del Lazio, Rocco Pinneri, che anticipa gli scrutini finali all’8 giugno, giorno in cui scade il contratto per centinaia di docenti e personale Covid. Presidi e sindacati hanno condannato questa nuova misura che rischia di danneggiare professori e studenti.
A cura di Paola Palazzo

Non c'è tregua per le scuole romane, già duramente provate dopo un anno e mezzo di pandemia. A scatenare il panico tra docenti e presidi un nuova circolare, firmata dal direttore generale dell'Ufficio scolastico regionale del Lazio Rocco Pinneri, che anticipa gli scrutini finali all'8 giugno. Questo perché, come si legge nella nota, "lo svolgimento successivo richiederebbe la proroga del contratto di lavoro di almeno un docente". La circolare non lo specifica ma si presume si riferisca al cosiddetto organico Covid, centinaia di docenti e personale assunti a tempo determinato e il cui contratto scade proprio l'8 giugno, ultimo giorno di lezioni. "Una misura – spiega ai microfoni di Fanpage.it Mario Rusconi, presidente dell'Associazione nazionale presidi Lazio – che non è utile per tutta una serie di motivi". A partire dalla riduzione delle ore necessarie per lo svolgimento degli scrutini che, di regola, avviene dopo la fine delle lezioni. "In questo modo – dichiara Cristina Costarelli, preside del liceo Newton e vicepresidente dell'Associazione nazionale presidi Lazio – le scuole sono costrette a svolgere gli scrutini durante l'ultima settimana di lezioni. Il tempo effettivo a disposizione sarebbe di soli quattro pomeriggi, perché la mattina i professori sono impegnati con i ragazzi e perché il 31 maggio, 1 e 2 giugno è prevista da calendario la sospensione della attività. Poi c'è il weekend del 5 e 6 giugno".

Scuola, scrutini anticipati all'8 giugno: "Almeno 400 scuole chiederanno la proroga dei contratti per l'organico Covid"

La circolare dell'Usr Lazio, datata 21 maggio, ha mandato in tilt l'organizzazione di diversi Istituti della Capitale. "Molti supplenti covid – spiega Costarelli – hanno classi in più scuole. Queste, per riuscire ad svolgere gli scrutini in tempo, dovrebbero coordinarsi tra loro per permettere ai docenti di seguire tutte le classi. E parliamo di Istituti che hanno all'incirca tra le cinquanta e sessanta classi. Uno sforzo immane". A fronte di ciò, come si stanno organizzando le scuole? "Alcune stanno ragionando sulla possibilità di far partire gli scrutini prima dell'1 giugno, in modo tale da avere più giorni a disposizione senza stravolgere il calendario scolastico. Ma la maggior parte non ce la farà e dovrà fare richiesta all'Usr per prorogare i contratti". Il presidente dell'Anp Lazio ha stimato che tra le 300 e 400 scuole stanno già provvedendo per chiedere l'autorizzazione alla Regione. "In questo modo si creerà un sovraccarico di domande – commenta Rusconi – non credo che l'Usr sia in grado in così poco tempo di gestire un numero così alto di domande. Inoltre, noi presidi non vediamo in questa misura un grande risparmio per lo Stato. Allungare il contratto dei docenti di tre o quattro giorni non è un costo eccessivo se messo in confronto ad altre cifre in ballo. Un esempio è il piano scuola per l'estate, un'iniziativa assolutamente positiva ma che non costa poco".

"Con gli scrutini anticipati niente verifiche di recupero per i ragazzi"

Tutto questo caos rischia di ripercuotersi inevitabilmente sugli studenti, già in difficoltà dopo mesi passati in Dad . "Il problema – dichiara la preside del liceo Newton – è che andando ad anticipare gli scrutini, si danneggiano i ragazzi a cui viene tolta la possibilità di recuperare le valutazioni basse con ulteriori verifiche e interrogazioni che, da normativa, si possono fare fino all'ultimo giorno di scuola". In linea con quanto dichiarato fino ad ora, il sindacato della scuola FLC CGIL è intervenuto in una dura nota contro il provvedimento, ritenuto "un errore sotto il profilo giuridico e un gratuito ulteriore aggravio a carico delle istituzioni scolastiche del Lazio". Questa mattina i presidi dell'Anp hanno inviato a Pinneri una "richiesta chiarimenti" per capire se la nuova misura riguarda anche tutti gli altri supplenti che non rientrano nell'organico covid. "Se così fosse, si andrebbe ad aggiungere un ulteriore problema ad una situazione già di per sé molto critica".

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