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30 Luglio 2022
18:14

Scritte no vax a Centocelle: insulti e minacce ai medici sui muri dell’ambulatorio

“Salviamo i bambini”, “Speranza nazista”, “medici provax boia nazisti”, “vax = morte”, il tenore delle scritte realizzate già rimosse. Alessio D’Amato: “I vigliacchi non avranno mai la meglio”.
A cura di Redazione Roma
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Ignoti nella notte si sono introdotti lungo il perimetro del Poliambulatorio San Felice a Centocelle, quartiere alla periferia Est di Roma, tracciando con uno spray rosso scritte di minacce e insulti contro i medici che somministrano i vaccini e il ministro della Salute Roberto Speranza. L'azione è stata rivendicata con la firma molto diffusa nel movimento no vax, una "w" in un cerchio. "Salviamo i bambini", "Speranza nazista", "medici provax boia nazisti", "vax = morte", il tenore delle scritte realizzate.

D'Amato: "I vigliacchi non avranno mai la meglio"

"Il logo è lo stesso delle scritte fatte nei giorni scorsi all'Istituto Spallanzani", ha sottolineato l'assessore alla Sanità della Regione Lazio Alessio D'Amato, che ha aggiunto: "Spero che questi vigliacchi vengano consegnati alla giustizia". Già nel pomeriggio di oggi le scritte sono state coperte, a darne comunicazione sempre lo stesso assessore su Twitter.

Anelli (Fnomceo): "Atti vili, vaccini hanno salvato 150.000 vie"

Solidarietà ai medici dell'ambulatorio romano è stata espressa anche daFilippo Anelli, presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri. "Si tratta di atti vili – ammonisce – che insultano i medici che tanto si sono spesi contro il Covid e screditano i vaccini che, solo in Italia, hanno salvato 150mila vite, quasi 20 milioni nel mondo. E , anche contro le nuove varianti, mantengono efficacia, se è vero, come afferma l'ultimo bollettino dell'Istituto superiore di sanità, che continuano a ridurre di quattro volte il rischio di finire in terapia intensiva". "Condanniamo senza se e senza ma questi gesti contro i medici e contro la scienza: le scritte, le minacce personali, lo striscione apposto alcuni giorni fa all'ospedale Maggiore di Parma – conclude Anelli- gesti forse di diversa matrice e stampo ma accomunati da una carica inaudita di odio e violenza ideologica. Confidiamo nelle forze dell'Ordine affinché i responsabili siano identificati e puniti".

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