Scomparsa Emanuela Orlandi, perquisita casa dello zio. Il fratello Pietro: “Ennesimo depistaggio”

Lo zio Mario Meneguzzi sarebbe coinvolto nella scomparsa di Emanuela Orlandi. Dopo che diverse trasmissioni hanno riportato in auge questa ipotesi, da sempre fermamente respinta dalla famiglia, arriva la notizia. A dirlo sarebbero i pm della Procura di Roma che, a fronte di questa più o meno nuova ipotesi hanno avviato delle perquisizioni nella villetta di Torano dei Meneguzzi, in provincia di Rieti.
Non è chiaro in quale delle piste a proposito della scomparsa della nipote si collochi il coinvolgimento dello zio di Emanuela, non sarebbe precisato, ma il suo nome sarebbe riportato dalla Procura di Roma in un atto giudiziario, un decreto di perquisizione.
"Non ho commenti, per me è un depistaggio – dice Pietro Orlandi a Fanpage.it non appena appreso della notizia – Questa volta in maniera più pesante, leggo titoli falsi che danno per certa questa pista. Perquisizioni avvenute non ora come vogliono far credere, ma diverso tempo fa ma che non hanno portato a nulla, come era logico, e sono state totalmente inutili. Evidentemente per qualcuno la necessità di tornare a depistare è necessaria per allontanare dalla verità", ha spiegato.
Già nei giorni scorsi si era scagliato a difesa della sua famiglia: "Senza di loro saremmo stati persi. Invece di puntare il dito contro di loro, allontanando i sospetti da altri, dovrebbero cercare altrove la verità", ha scritto sui suoi social. "Su mio padre solo bugie", si difende invece da tempo il figlio di Meneguzzi.
La perquisizione della casa di Torano
Il provvedimento sarebbe stato eseguito nell'aprile del 2024, dai carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale di Roma, dopo aver passato nuovamente al vaglio documenti, testimonianze e contraddizioni nel tempo, fin dalla prima inchiesta.
Ed è proprio dalle prime indagini che gli inquirenti hanno ripreso a indagare sulla figura dello zio, dagli "elementi recentemente portati alla cognizione di questo ufficio dalle letture degli atti". Dalle perquisizioni sarebbe emerso materiale che gli inquirenti avrebbero definito "interessante", come riporta nell'edizione romana di oggi la Repubblica, anche se ancora non è stato esternato di cosa si tratti.
Perché è importante la villetta a Torano per la scomparsa di Emanuela Orlandi
Non è la prima volta che sentiamo parlare della villetta di campagna dei Meneguzzi e del comune di Torano. Lo zio Mario Meneguzzi si sarebbe trovato lì in quella tragica giornata del 22 giugno 1983, quando Emanuela è scomparsa dal centro della Capitale, dopo essere uscita dalle lezioni nella scuola di musica Tommaso Lodovico da Victoria.
Sempre a Torano, inoltre, la cugina di Emanuela, successivamente anche una delle sue sorelle, ha conosciuto Marino Vulpiani, in un'estate in cui il ragazzo era andato a trovare i nonni nella loro casa di campagna poi divenuto agente del Sisde. Vulpiani, amico dell'agente segreto Giulio Gangi, è stato fra i primi a indagare sul caso, raggiungendo insieme al collega la casa degli Orlandi. Proprio per questo la commissione bicamerale d'inchiesta sui casi di scomparsa di Emanuela Orlandi e Mirella Gregori ha ascoltato Vulpiani lo scorso febbraio.
Le piste d'indagine della Procura di Roma
Mentre si indaga sul coinvolgimento dello zio, ormai morto da anni e tristemente noto anche per aver molestato un'altra nipote, sorella di Emanuela, la Procura non tralascia altre piste. Ancora valide e considerate degne di ulteriori approfondimenti, infatti, i filoni d'indagine legati a possibili collegamenti con l'ambiente religioso, forse con qualche figura del Vaticano, per ragioni di natura sessuale.
Una pista che non viene scartata totalmente neppure dalla commissione bicamerale d'inchiesta anche se, come dichiarato a Fanpage.it dal vicepresidente Roberto Morassut, non si esclude neppure quella dei cinematografari, visto anche l'ultimo appunto riscontrato e passato al vaglio dal presidente di commissione Andrea De Priamo che potrebbe rappresentare il primo elemento di collegamento diretto fra la quindicenne e il regista Bruno Mattei, regista di B-movie.