Ci sono ville, una casa a Cortina e un vaso di Picasso nel sequestro da 11 milioni di euro a carico di Massimo Bochicchio, proprietario della società inglese ‘Kidman Asset Management', responsabile di aver truffato diversi vip. Tra i nomi delle sue vittime figura quello dell'allenatore dell'Inter Antonio Conte al quale Bochicchio avrebbe sottratto 30,6 milioni di euro, l'ex allenatore della Nazionale Marcello Lippi, suo figlio Davide, l'attaccante della Roma Stephan El Shaarawy, l'ex difensore francese Patrice Latyr Evra, il designer romano specializzato in arredamento di yacht Achille Salvagni e l'ambasciatore nel Regno Unito Raffaele Trombetta. Come riporta Il Messaggero, l'uomo scappato a Dubai ed al momento irreperibile, destinatario di un mandato di cattura inglese, è anche accusato di riciclaggio internazionale dalla Procura di Milano, la quale ha disposto perquisizioni e sequestri all'interno della sua abitazione e di un magazzino a Roma. Il bilancio vede tra i beni sequestrati anche conti correnti e alcune opere di valore dell'artista del secolo scorso Giacomo Balla.

Le indagini su Massimo Bochicchio e il sequestro

Com'è emerso in sede d'indagine Massimo Bochicchio era a capo di una società con sede nel quartiere Holborn di Londra. Società che tuttavia era una scatola vuota e che ha fatto sparire i soldi degli investitori, per circa 600 milioni di euro. Un modus operandi che fa venire in mente a quello messo in atto da Gianfranco Lande, il Madoff dei Parioli, il quale ha ingannato un migliaia di risparmiatori sottraendo loro oltre 170 milioni di euro. Tra questi compaiono Massimo Ranieri, Paolo e Sabina Guzzanti, Enrico e Carlo Vanzina, i calciatori Ruggero Rizzitelli e Stefano Desideri. Secondo i pubblici ministeri Bochicchio avrebbe raccolto "cospicui capitali dei propri clienti, veicolandoli in investimenti realizzati anche in Paesi a ridotta tassazione, massima tutela della riservatezza e bassa collaborazione giudiziaria, come Singapore, Hong Kong ed Emirati Arabi Uniti, promettendo alti rendimenti e, in caso di necessità, anche l'assoluta riservatezza dell'investimento, omettendo i controlli antiriciclaggio prescritti".