424 CONDIVISIONI
Emergenza rifiuti Roma
1 Luglio 2021
17:57

Roma, montagne di rifiuti davanti il nido di Casal Bruciato: “Bimbi costretti a respirare i miasmi”

“È uno schifo, tutta Roma sta messa così, ma qui non c’è la minima tutela nemmeno per i bambini”, denuncia una mamma a Fanpage.it. L’asilo nido si trova a Casal Bruciato, zona alla periferia di Roma. Neppure i bimbi sono risparmiati dagli effetti dell’emergenza rifiuti. “Non si può stare in giardino, la puzza che arriva dalla strada è asfissiante”.
A cura di Natascia Grbic
424 CONDIVISIONI
Attiva le notifiche per ricevere gli aggiornamenti su
Emergenza rifiuti Roma

Una montagna di rifiuti, tonnellate di immondizia intorno ai secchioni che non vengono raccolte da chissà quanto tempo. Sono molte le zone di Roma che riversano in questa impietosa condizione, con miasmi insopportabili e topi che banchettano tra rimasugli di cibo e vecchi cartoni della pizza. E allora perché occuparsi di questa in particolare, sita in via Via Silvio Negro, nel quartiere di Casal Bruciato? Perché la pila di rifiuti che vedete in foto si trova nientemeno che davanti il giardino di un asilo nido. E i bambini sono costretti a respirare – tutto il giorno – l'aria densa degli odori dell'immondizia. Non si tratta solo di odori spiacevoli: i genitori dei piccoli che frequentano il nido hanno paura che i miasmi possano costituire un pericolo per la loro salute. "È uno schifo, tutta Roma sta messa così, ma qui non c'è la minima tutela nemmeno per i bambini", denuncia una mamma a Fanpage.it. È lei ad aver scattato la foto davanti la scuola dei figli, che ogni giorno devono respirare quell'aria insopportabile. "Non si può stare in giardino, la puzza che arriva dalla strada è asfissiante".

Emergenza rifiuti, Raggi bussa alla porta di Cerroni

La sindaca di Roma Virginia Raggi vuole riaprire la discarica di Roncigliano ad Albano Laziale, di proprietà di Manlio Cerroni, l'uomo che ha costruito la sua fortuna sui rifiuti della capitale. Ma per ‘il re della monnezza', di cubature a disposizione non ce ne sono. Anzi: non ci sarebbero neanche le autorizzazioni. "Non ci sono volumetrie a disposizione. – spiega Cerroni in un'intervista rilasciata a la Repubblica – Il sito di Roncigliano è legato al suo impianto di trattamento meccanico biologico. Per i rifiuti indifferenziati non ci sono nemmeno le autorizzazioni. Lì possono smaltire soltanto i rifiuti lavorati dal Tmb. Bisogna fare un discorso più ampia a 360 gradi". Ma ‘il Supremo' rilancia con Malagrotta, dicendo che "Ci sono circa 250mila metri cubi immediatamente utilizzabili, in grado di ricevere almeno 300 tonnellate di Fos". Una soluzione che ovviamente farebbe scendere sul piede di guerra i residenti della zona, che non hanno nessuna intenzione di avere nuovamente a che fare con una discarica.

424 CONDIVISIONI
82 contenuti su questa storia
Lascia un commento!
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni