Roma, attivisti fingono di visitare una casa popolare messa all’asta e la occupano: “Datele a chi ha bisogno”
Continuano le visite per gli immobili all'asta di Ater. Fra quelli messi in vendita dalla società che gestisce le case popolari c'è anche un appartamento in via Principe Eugenio, nel quartiere Esquilino a Roma. Una casa spaziosa e accogliente che, fino a qualche tempo fa, ospitava famiglie bisognose di un tetto. "Le case popolari si assegnano a chi ne ha bisogno, non si vendono per fare cassa", dicono gli attivisti e le attiviste per il diritto alla casa di tantissime realtà sociali romane che nella mattinata di oggi, 13 ottobre 2026, hanno fissato una visita all'immobile e, una volta entrati nell'abitazione, l'hanno occupata.
L'impegno degli attivisti: "Trenta immobili all'asta, ma l'emergenza abitativa non trova soluzioni"
L'obiettivo dell'azione è stato quello di denunciare la dismissione del patrimonio abitativo pubblico e chiedere l'immediato blocco delle aste, il cui avviamento è stato disposto lo scorso 7 agosto 2026. Sono in tutto 30 gli immobili a uso residenziale di proprietà di Ater messi in vendita all'asta.
"Una decisione che riteniamo inaccettabile, soprattutto se si considera la funzione istituzionale di ATER Roma: un ente strumentale della Regione Lazio che dovrebbe garantire la gestione e la tutela del patrimonio di edilizia residenziale pubblica, contribuendo a dare risposte concrete all'emergenza abitativa", spiegano in un comunicato che porta la firma di Realtà sociali per il diritto alla casa.
Emergenza abitativa che, fra storie di vita quotidiana a personale a esperienze collettive come quella di Spin Time, è un problema noto: "Oltre 16mila nuclei familiari attendono l'assegnazione di una casa popolare, con graduatorie che scorrono a rilento e un numero di assegnazioni annuali del tutto insufficiente rispetto alla domanda – puntualizzano – In questo contesto, la scelta di vendere 30 abitazioni pubbliche appare ancora più grave".
"Le case all'asta sono alloggi in meno per chi ne ha bisogno"
Come spiegato da attivisti e attiviste, la decisione di mettere all'asta questi immobili invece di metterli a disposizione di Roma Capitale per contribuire allo scorrimento delle graduatorie equivale a sottrarre potenziali alloggi a migliaia di famiglie che aspettano da anni una soluzione abitativa.
"Non è accettabile che, mentre migliaia di persone vivono nell'emergenza abitativa, il patrimonio immobiliare pubblico venga progressivamente svenduto per fare cassa. Ogni casa pubblica messa sul mercato è una casa in meno che potrebbe essere destinata a chi ne ha bisogno – aggiungono – Per questo chiediamo l‘immediata sospensione delle procedure di vendita, l'annullamento delle aste pubbliche previste nei prossimi giorni e la destinazione di questi immobili all'edilizia residenziale pubblica: il patrimonio pubblico deve essere utilizzato per rispondere ai bisogni sociali, non per alimentare il mercato immobiliare".
Blasi (AVS): "Regione Lazio blocchi l'asta"
"Oggi sono andato a sostenere l’occupazione portata avanti da associazioni e movimenti di un appartamento ATER all’Esquilino, messo all’asta insieme ad altri 29 in tutta Roma. Ancora immobili immessi sul mercato per fare casa, mentre le liste di assegnazione vanno troppo lente e il patrimonio pubblico si assottiglia", così Luca Blasi assessore alla Cultura e al Patrimonio del III Municipio di Roma Capitale. "La Regione Lazio blocchi l’asta e utilizzi anche queste abitazioni per dare sollievo alla sofferenza abitativa. La casa è la vera emergenza della nostra città: servono misure straordinarie non vendere le case popolari".