Roma, anziano tenuto 12 ore al telefono da truffatori che vogliono svuotargli il conto: scoperti dalla banca

Notte da incubo per un uomo anziano di 82 anni residente a Roma, nel quartiere di Tor Tre Teste. Due truffatori lo hanno tenuto per tutta una notte al telefono, una maratona di 12 ore in cui lo hanno stretto in una morsa psicologica tale da costringerlo addirittura a uscire la notte per andare a prelevare a un bancomat. Solo l'intervento di un dipendente della banca è riuscito a evitare che i due truffatori svuotassero il conto al povero uomo, che ormai era totalmente provato dalla notte in cui era stato tenuto sveglio dai due. Una vicenda che fortunatamente non si è conclusa in modo drammatico per la povera vittima. Entrambi i truffatori, un 63enne originario di Catania e un uomo di 34 anni di Napoli, sono stati arrestati con l'accusa di tentata estorsione aggravata, sostituzione di persona e resistenza a pubblico ufficiale.
Tutto è cominciato quando l'anziano ha ricevuto una telefonata durante la sera da un sedicente appartenente all'Arma dei Carabinieri. Non si trattava ovviamente di un militare, ma di un truffatore. Quest'ultimo ha detto all'anziano che era stato sventato un tentativo di truffa ai suoi danni e che le persone che avrebbero tentato di rubargli i soldi dal conto sarebbero state fermate. Questo sedicente appartenente all'arma, però, aveva detto che andavano fatte alcune verifiche sul conto per verificare che non fosse collegato all'attività dei criminali. Lo hanno quindi tenuto al telefono per ben dodici ore, riuscendo a confonderlo e stancandolo moltissimo, fino a spingerlo ad andare a prelevare di notte per prendere il denaro. Non solo: durante la telefonata lo hanno tenuto incollato al cellulare, verificando allo stesso tempo che non avesse altri dispositivi in casa per poter contattare persone che magari lo potessero aiutare e fargli capire che stava venendo raggirato.
La truffa, come detto, è stata fortunatamente sventata dal dipendente di una banca. Nella notte, infatti, l'anziano aveva prelevato 2.000 euro, ma aveva superato il plafond giornaliero e quindi non aveva tutto il denaro che i rapinatori gli avevano richiesto. La mattina, dopo aver passato una notte insonne, si è recato allo sportello della banca per poter prelevare altri soldi. Qui però entra in scena il dipendente, che si rende conto che c'era qualcosa che non quadrava. Le sue domande, quindi, oltre a quelle del direttore della filiale, hanno permesso di ricostruire tutto quello che era accaduto e di capire che l'anziano era vittima di una truffa. Hanno chiamato gli agenti della Polizia di Stato, con gli agenti del distretto Prenestino arrivati immediatamente sul posto, che hanno accompagnato l'anziano a casa, dicendogli di continuare a sentire i truffatori per poterli incastrare.
L'anziano, con l'aiuto degli agenti, ha quindi detto ai due finti militari che aveva i soldi richiesti, ma che non poteva caricarli sulla carta prepagata, come da loro richiesto in un primo momento, e li ha quindi convinti ad andare a casa sua per prendere tutto il denaro e i gioielli. Quando l'uomo è arrivato nella sua abitazione, l'anziano gli ha dato la scatola con all'interno tutti i soldi e i gioielli, e a quel punto per l'uomo sono scattate le manette. L'altro truffatore è stato invece fermato nei pressi dell'abitazione, su un'auto a noleggio. L'analisi dei cellulari e la visione delle chat intercorse tra i due e l'uomo hanno confermato tutto il quadro accusatorio, permettendo agli agenti di arrestare i due uomini.