Rivolta nel carcere di Cassino, lanci di oggetti contro gli agenti e bombole del gas date alle fiamme

Una rivolta è scoppiata nel pomeriggio di ieri, giovedì 29 gennaio 2026, nel carcere di Cassino, in provincia di Frosinone. All'interno della II sezione, una protesta ha assunto dei metodi violenti con il lancio di oggetti verso gli agenti della polizia penitenziaria e l'accensione di fuochi da parte di alcuni detenuti. La situazione è stata poi riportata alla normalità e i reclusi protagonisti dei disordini sono stati trasferiti in altri istituti. I sindacati di polizia, però, chiedono "interventi urgenti e strutturali per ristabilire legalità e sicurezza", scrive in una nota il Sappe.
Violente proteste nel carcere di Cassino
La tensione all'interno della casa circondariale sarebbe stata più volte segnalata al Provveditorato regionale dell'amministrazione penitenziaria. Nel corso di una protesta, i detenuti avrebbero prima inveito contro il personale, per poi cominciare il lancio di oggetti come bottiglie rinforzate.
Nonostante i primi tentativi di mediazione e di riportare la calma, la situazione è degenerata. Sono esplose alcune bombolette del gas che vengono usate per preparare i pasti in cella e ne è nato un incendio, rendendo necessario l'intervento dei vigili del fuoco.
Il sindacato di polizia penitenziaria: "Servono taser e spray al peperoncino"
Alcuni detenuti della sezione sono rimasti intossicati e si è generato un panico diffuso che è stato molto difficile da contenere. "Una situazione di gravissimo pericolo, segnata da violenza e irresponsabilità, che avrebbe potuto avere conseguenze ben peggiori se non fosse stata gestita con grande professionalità e straordinario senso del dovere dagli uomini della Polizia Penitenziaria", dichiara Donato Capece, segretario generale del Sappe.
Capece chiede anche misure punitive maggiori come il carcere duro per i violenti, l'arresto in flagranza per chi aggredisce gli agenti e trasferimenti lontano dai luoghi di origine, oltre ad un aumento della dotazione degli agenti con strumenti come il taser o lo spray al peperoncino.
Carcere di Cassino, carenza di agenti
Sull'episodio di Cassino è intervenuto anche il sindacato Fns Cisl Lazio, per cui "la questione della carenza di personale deve essere affrontata definitivamente". Come documentato dal Garante delle carceri del Lazio, nell'istituto sono effettivi solo 114 agenti di polizia penitenziaria, contro i 159 previsti. Una rivolta simile, sempre nella stessa sezione e conclusa con il trasferimento di cinquanta detenuti, era avvenuta lo scorso aprile.
Rissa nel carcere di Frosinone: ferito un agente
Un altro episodio è avvenuto nella serata di giovedì nel carcere di Frosinone. Intorno alle 21:30 sarebbe scoppiata una rissa in una cella del V reparto che ha coinvolto vari detenuti. Il personale di polizia penitenziaria è intervenuto per riportare la situazione alla normalità, ma a quel punto i detenuti gli si sono rivolti contro aggredendoli. Un agente è stato spinto con forza a terra e ha riporto lesioni giudicate guaribili in sette giorni.
Anche in questo caso è intervenuta la Fns Cisl Lazio, che ha sottolineato come sia "necessario diminuire il numero dei detenuti presenti".